CATANIA – “L’UDC rappresenta la storia dell’Italia”: questo il messaggio lanciato dai rappresentanti dell’Unione dei Democratici Cristiani e di Centro che, nella giornata di ieri, presso l’hotel Excelsior di Catania, hanno presentato il nuovo programma mirato al rilancio dell’area popolare, sia in Sicilia che in Italia.

L’incontro, fortemente voluto dal deputato regionale, Marco Forzese, commissario provinciale del partito, rappresenta il primo di una serie di eventi itineranti per le città della regione, per presentare i punti del nuovo progetto dell’UDC, in ripresa dopo anni in ombra. E all’occasione non mancava quasi nessuno: erano, infatti, presenti il presidente nazionale, Gianpiero D’Alia, il commissario comunale, Orazio D’Antoni, l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Giovanni Pistorio, e l’assessore regionale alla Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro, Gianluca Miccichè, oltre che il sindaco di Catania, Enzo Bianco.

Ma perché negli ultimi anni il movimento popolare è uscito di scena? “ Il problema dell’UDC è sempre stato l’individualismo: si è sempre pensato all’ambizione personale e non a quella comune”, spiega il presidente D’Alia. “I presenti sono stati i pilastri del partito diversi anni fa e adesso sono i riformatori. In Italia viviamo una crisi d’identità: la crisi economica influenza anche il panorama politico, basti pensare alle elezioni del 2013. E in questa crisi quale deve essere il ruolo dell’UDC? Adesso dobbiamo scegliere quale strada percorrere: quella della guerra tra politica e antipolitica, come da venti anni a questa parte, o quella della democrazia dell’alternanza al potere. D’altra parte, in Italia abbiamo avuto la sfortuna di avere il più grande partito comunista d’Europa che ha eliminato ogni forma di socialismo…”, ha aggiunto pungendo.

“Dipende tutto da noi, perché qui si va incontro a una democrazia che assume sempre più i caratteri del totalitarismo, ma bisogna darsi da fare. Nel Governo regionale, ad esempio, abbiamo perso circa tre anni, e questo non va bene. In Sicilia, in particolare, i problemi ruotano attorno a tre questioni principali: la legge dei liberi consorzi e della città metropolitana, la programmazione europea, e il sistema di riforma dei porti. Per la prima non faccio intervenire Bianco per non metterlo in difficoltà con il PD più di quanto già lo sia… – dichiara lanciando un sorriso sarcastico al sindaco -. Riguardo la programmazione che i riguarda i fondi europei per i prossimi sette anni, bisogna coinvolgere le singole amministrazioni territoriali. I porti? Crocetta si è dimostrato come sempre assente, e quando c’è è sempre tardi”, ha aggiunto.

Anche il deputato regionale Marco Forzese, che ha promosso l’incontro, ha sposato la linea di D’Alia: “Questo è un momento importantissimo per l’UDC: oggi si pongono le basi per il rilancio dell’area popolare. E la politica è fatta anche di questi momenti: viviamo in un periodo storico difficile e lo dimostrano le ultime notizie relative alle aziende catanesi. E queste coinvolgono anche noi, la politica intera: che fare allora? Noi non siamo alla ricerca di figure di spicco che stiano alla guida delle imprese, ma di elementi che possano fare il bene delle istituzioni”, ha spiegato.

“Sono contento che siano presenti personalità quali il presidente di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo: grazie a lui si può pensare di portare avanti la politica della legalità – ha proseguito -. Crepe interne al partito? Chi pensa che ci sia competizione si sbaglia di grosso: non abbiamo tempo per pensare a queste cose, adesso dobbiamo solo pensare a far bene”, ha dichiarato.

Dello stesso avviso è l’assessore regionale Pistorio: “Ho un unico rammarico riguardo quest’incontro: avrei voluto che si fosse tenuto dopo la finanziaria”, ha esordito. “Ci sono diversi problemi n questa Sicilia martoriata, alcuni dei quali evidenti: la fatica dei rappresentanti regionali e comunali deriva proprio dalla debolezza delle strutture presenti. Per questo motivo sta a noi svolgere al meglio le nostre funzioni con apertura mentale e senza il convincimento di avere sempre ragione”, ha aggiunto.

“Questo partito ha un passato che ha segnato la storia dell’Italia, una nazione che ancora sopravvive grazie agli strumenti creati proprio dall’UDC. La politica, a volte, separa, come è stato negli ultimi anni, ma come in questo caso avvicina, e mette insieme mondi diversi: colgo l’occasione, inoltre, per ricordare una figura che ha fatto parte per tanti anni di questo percorso, ma che adesso non è più tra noi, come Lino Leanza”, ha dichiarato. “Però è arrivato anche il momento di fare politica in modo serio: non si può pensare a coalizioni improbabili, come ad esempio quella con la Lega o con una destra xenofoba e razzista che colpisce anche noi siciliani: la nostra forza è ben al di sopra della media nazionale, e bisogna capire che senza di noi non si possono vincere le elezioni regionali”, ha proseguito Pistorio.

Importante anche l’intervento dell’assessore regionale Miccichè: “Quest’incontro è come un medico che misura la temperatura al malato che ha avuto l’influenza: ecco, l’UDC è come quel malato che non ha più la febbre e che adesso deve far vedere quanto vale. Siamo i portabandiera della politica, visto che il nostro partito non accetta beghe o lotte interne per la poltrona: questa è una giornata di festa”, ha esclamato.

Coalizione UDC-PD? Il sindaco Bianco risponde così: “Credo che la prospettiva del Paese non possa prescindere dall’intesa tra UDC e PD: e questa esiste grazie alla forza dei valori. In Sicilia i venti dell’antipolitica non consentono di far bene: abbiamo un anno e mezzo per sistemare le cose, ma per farlo bisogna spingere Palermo ad affrontare ogni questione con dinamicità”, spiega. “La scelta di Forzese di sposare il progetto dell’area popolare si lega perfettamente con il bisogno della cittadinanza di avere figure che vogliano il bene del nostro territorio. Ma più in generale al Governo regionale qualcosa è cambiato: adesso abbiamo assessori con cui si può discutere e che hanno a cuore la politica”, afferma riferendosi a Pistorio.

“Dobbiamo capire che ci sono tanti settori che possono rappresentare uno sviluppo per la nostra terra, con servizi come l’aeroporto o il porto che devono crescere: è arrivato il momento di dare le giuste risposte. Ci sono diverse problematiche da affrontare con urgenza, come quella della Circumetnea: speriamo di completare i lavori per la realizzazione delle tre nuove stazioni a giugno. Bisogna lottare anche per la Città Metropolitana: non è possibile che in altre città si riesca a completare l’iter in tempi brevi e qui no: è per questo motivo che nei prossimi due anni si lavorerà esclusivamente per il bene sia si Catania che della Sicilia”, ha proseguito Bianco. Ma il domani è già qui e non bisogna guardare troppo oltre, perché si sa: poi si rischia di non pensare al presente.

Antonio Torrisi

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