Dopo il grande successo del tour europeo, arriva a Catania «L’Ora del Rosario», il nuovo, atteso spettacolo di Rosario Fiorello, in scena al Teatro Metropolitan il 29 febbraio, 1, 3 e 4 marzo 2016 (ore 21,00). Tutto esaurito, da tempo, come sempre.

Accompagnato dal vivo dalla band diretta dal maestro e tastierista Enrico Cremonesi e composta da Carmelo Isgrò al basso, Massimo Pacciani alla batteria, Antonello Coradduzza alle chitarre e dal trio vocale «I Gemelli di Guidonia», Pacifico, Luigi e Eduardo Acciarino, lanciati a «Fuori Programma» su Radio Uno, Fiorello gioca tra pop e swing con cover e mash-up di canzoni. Uno spettacolo di Rosario Fiorello scritto con Francesco Bozzi, Claudio Fois, Piero Guerrera, Pierluigi Montebelli e Federico Taddia. La regia è di Giampiero Solari.

 

Vi riproponiamo l’articolo del nostro direttore , Daniele Lo Porto.

 

Daniele Lo Porto

TAORMINA – Straordinario? Inarrestabile? Travolgente? Incontenibile? No, semplicemente: il solito Fiorello. Il solito Fiorello che è il primo a divertirsi nei suoi spettacoli, specialmente quando gioca in casa, davanti agli amici ed ai parenti, di Augusta, Giardini, Letojanni. Quando può trasformare l’amatissimo zio Pippo in uno dei protagonisti del suo show; quando anticipa i sicuri rimproveri della madre (Rosario, non dire parulazze!”), seduta tra i numerosi consanguinei che aumentano successo dopo successo e, in otto anni di assenza dall’ultimo spettacolo al teatro antico di Taormina, sono cresciuti e moltiplicati. E’ il solito Fiorello che con identica disinvoltura suona le corde dell’emozione e della comicità più nazional popolare. Il solito Fiorello che sa essere partner raffinato di un virtuale duetto con Mina, presente in voce, ma anche in occhi e filmati di repertorio, ed elegantissimo interprete con Tony Renis dell’eterno “Quando, quando, quando”, nella versione arrangiata per il grande Frank Sinatra.

E il solito Fiorello che si presenta con la tonaca da parroco per tenere a battesimo “la figlia novenne”, per la prima volta sul palcoscenico, con tanto di barba finta e di nome d’arte: un improbabile Fra Piccolo che grida “Peccatori, peccatori!”, mentre il padre-mattatore li minaccia di una terribile punizione divina: aver un figlio vegano.

Sono trascorsi otto anni dall’ultimo spettacolo tra le pietre greche e i mattoni romani del teatro antico. Allora il maestro Enrico Cremonesi, fresco di divorzio da Antonello Venditti, era solo una vittima di Fiorello, adesso ne è complice: si veste da prete, interpreta una originalissima Giulietta siciliana e non si limita ad esibirsi alla tastiera.

Le tre ore di spettacolo, intense, cominciano con la “ola” del pubblico che si auto applaude, poi la voce fuori campo di Rosario per una sorta di radiocronaca in diretta del pubblico che arriva in ritardo, quindi la sorpresa annunciata in conferenza stampa e svelata: l’esordio della piccolissima Fiorello, fresca di ammissione al Conservatorio per studiare pianoforte, nei panni da sacerdote.

Fiorello è il solito Fiorello, chiariamolo a questo punto: grandissimo. Inizialmente abbiamo raccolto il suo invito a volare basso, ad essere minimalisti, ma potremmo rischiare di essere fraintesi. La “prima” è andata benissimo e questo interessava, anche a lui che non sa se si ripresenterà per il secondo spettacolo e forse per il terzo, domani sera, manderà qualcun altro. Ma, in queste altre due serate sono scaglionate altre centinaia di parenti e consanguinei e Rosario ci sarà, ne siamo sicuri. Per divertire e divertirsi, con uno spettacolo che – grazie alla innata capacità di improvvisare – sarà sempre diverso. Ma, una richiesta, Rosario: non farci aspettare altri otto anni.

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