imgseltDurante la mia gioventù ma anche, confesso, da meno giovane, non riuscivo a capire l’intreccio delle parentele.  Naturalmente nessun problema con la linea diretta: padre, madre, fratelli, nonni, bisnonni, nipoti  e pronipoti. Bene pure con gli zii. I guai cominciavano con i cugini. Ai primi cugini ci arrivavo, era tutto chiaro, ma ai secondi andavo in panico e mi arrendevo: sconosciuti figli di sconosciuti dai cognomi sconosciuti che mi chiamavano zio o cugino, vincoli assurdi che non riuscivo a ricostruire, complici i molti inquinamenti genealogici causati da parenti acquisiti per via di matrimoni.

Mia madre provava a spiegarmi le cose, poverina, ma dopo un po’ mi guardava in faccia e mi diceva: “per tante cose sei normale, ma quando si arriva alle parentele mi sembri scemo”.

Mi ci sono messo di puntiglio per anni, e proprio ora che mi pareva di avere capito come stanno le cose…

…leggo sul corriere.it, cronaca di Roma:

“Adozioni gay, sì del tribunale a una coppia di donne. Ognuna diventerà madre della figlia dell’altra.”

Vado in tilt, rileggo due volte, poi proseguo:

“Per la prima volta in Italia si è stabilito che due compagne possono adottare ciascuna la bambina della partner. Le piccole, di 4 e 8 anni, nate in Danimarca con l’inseminazione artificiale, avranno il doppio cognome ma non saranno sorelle.”

Torna l’incubo della mia gioventù.

Dunque, ricapitoliamo. Calma.  Astraiamoci dal caso specifico, e andiamo alla lavagna.

Problema

Due donne formano una coppia. Ognuna fa una figlia. Niente papà. O meglio, il papà c’è ma forse è morto da vent’anni perché l’inseminazione artificiale è avvenuta col seme surgelato di un orgasmo altrettanto artificiale di un bel po’ di anni prima. Va bene, diciamo che il papà è la banca del seme, una specie di MPS dove M sta per Monte, P per Paschi e S non sta per Siena. Come, “per cosa sta?”. Sta per Seme, no? Come ha detto? Preferisce Sperma? Faccia lei, non è importante. Cerchiamo di capire invece queste nuove parentele.

Allora: in un caso del genere, ogni figlia ha una mamma naturale e una mamma legale. Diciamo mamma N e mamma L.  Le bambine non sono sorelle naturali. Sono sorelle legali, giusto? Boh. Mettiamo di sì, dai. Ora immaginiamo pure che le bimbe, cresciute, mettano al mondo dei figli. Chi sarà la nonna? Ahi ahi, mi sto confondendo. Invece il nonno lo so, è facile: sarà la banca del seme, e magari a ogni compleanno MPS – visto che l’abbiamo chiamato così – manderà ai nipotini un regaluccio. Magari un salvadana… ehm, no, un piccolo salvasemini, praticamente un surgelatorino dove conservare i primi semini, una forma di educazione al risparmio. Torniamo alle sorelle “L ma non N”. Metti che le due crescendo si piacciano e formino anche loro una coppia gay.

Per il legislatore sarà una cosa naturalmente normale ma legalmente incestuosa?

E supponiamo che pure loro facciano un figlio prelevando il seme da un’altra banca, magari la UBS dove U sta per Unione, B sta per Banche e S ormai lo sapete benissimo. Sbaglio o i figli sarebbero per un verso figli e per un altro nipoti, e le mamme per un verso mamme e per un altro zie?

Non so rispondere. Mi sono confuso.

E allora sapete cosa vi dico? Via libera per ogni tipo di incrocio parentale, ma a una condizione: chi fa la legge deve predisporre un manuale in cui spiega esattamente come funzionano le nuove parentele. E le coppie gay,  per avere l’autorizzazione a procrea… insomma, a quello che è, devono fare un esame per dimostrare di avere capito tutto.

Per quanto mi riguarda, io mi limiterò a

1- comprare l’immancabile app per lo smartphone che aiuterà a ricostruire le parentele (scommetto che la chiameranno App-arent) da usare ogni volta che sarò in difficoltà, e

2- non mettere più soldi in banca perché, che volete farci, con tutto queste cose che cominciano a circolare lì dentro mi farebbe un po’ schifo toccarli.

Carlo Barbieri

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