Catania – Insieme si prendono per mano, insieme affrontano gioie e disagi, insieme si confrontano per far crescere a aiutare IMG_8419chi è in difficoltà. Insieme.

Perché è questo lo spirito comune che spinge tre professioniste catanesi a spendersi giornalmente nelle cause in cui credono, cause che permettono alla diversità di allinearsi alla normalità, senza distinzioni di sorta, senza accenti su differenze che per la società – che ama etichettare ora questo ora quello – esistono senza che ne sappia trovare soluzione o affrontarle.

Assieme hanno fondato lo studio Parentage, da tempo impegnato nella presa in carico dell’intero sistema familiare e non solo del soggetto che presenta una disabilità, e assieme da 9 anni sono il vanto della nostra città grazie al progetto “Amorevolmente a Insieme”, l’unico a livello locale e nazionale – per durata e continuità – che si occupa dei siblings, fratelli e sorelle di bambini con disabilità.

Come ci spiegano le dottoresse Luana Ferlito, Priscilla Mertoli e Valentina Genitori, “negli ultimi anni molti studi sono stati dedicati all’approfondimento delle tematiche riguardanti i fratelli dei bambini con disabilità o malattie croniche: un interesse, questo, nato dal riconoscimento della situazione di considerevole stress all’interno della quale si trovano a vivere questi bambini. Attraverso tali studi si è notato che molti di loro riescono a farvi fronte anche molto bene, ma molti altri sono “a rischio” di sviluppare problemi emotivi e comportamentali. I laboratori – aggiungono le tre professioniste – esistono in altreIMG_8418 parti del mondo da più di 25 anni: in Italia sono ancora una realtà isolata poiché il lavoro necessario per riconoscerne gli effettivi benefici è notevole. Innanzitutto occorre una elevata preparazione degli operatori che devono lavorare a stretto contatto con i bambini: per questo chi si occupa di siblings deve avere una competenza specifica centrata sulla comprensione delle dinamiche di gruppo, sulla conoscenza delle patologie del gruppo dei fratelli disabili, forte empatia, competenze sociali e tanta voglia di mettersi in gioco partendo dallo stesso livello dei bambini. Allo stesso tempo occorre un adeguato coinvolgimento dei genitori che devono imparare a riconoscere i nuovi bisogni dei propri figli partendo dalla comprensione della difficoltà emotiva che spesso vivono: i genitori hanno il compito di valutare l’effettiva efficacia del percorso intrapreso. Tale spazio se ben gestito può rappresentare per i genitori una forma di confronto con chi vive realtà simili alle loro, inoltre questi ultimi possono trovare nell’equipe di operatori una guida e un contesto accudente e supportante, anche per loro”.

Le dottoresse catanesi hanno capito bene l’importanza di questa problematica ed è così che da 9 anni sono divenute punto di riferimento per svariate famiglie e siblings a cui si fornisce il giusto supporto.

“I gruppi per i fratelli – dicono le dottoresse Ferlito, Mertoli e Genitori -sono una parte importante di una strategia di salute mentale preventiva, che aiuti tutto il sistema familiare, assistendo i fratelli di bambini disabili ad adattarsi e a saper fronteggiare le difficoltà che vivono nella quotidianità. Durante i laboratori in cui sono occupati i loro ragazzi, i genitori hanno l’opportunità di incontrare altre famiglie che vivono realtà simili alle loro, traendo dal confronto e dalla condivisione delle proprie esperienze di vita suggerimenti e consigli che possono alleggerire un percorso esistenziale non sempre facile. È importante ricordare che i bambini durante questi gruppi si devono divertire, il divertimento è fondamentale per il loro apprendimento, per la loro comprensione e per la loro crescita. Ma il gruppo deve servire anche come spazio protetto all’interno del quale trovare le risposte alle domande che fuori dal gruppo non si possono “fare”, trovare sostegno, comprensione, sentirsi accolti con tutto il bagaglio delle proprie emozioni positive e negative; sentirsi capiti nei propri bisogni, anche quello di sentirsi per una volta bambini “speciali” come i propri fratelli. Pertanto c’è l’esigenza di dedicare un tempo “pensato” come speciale a tutti i fratelli e le sorelle di bambini con disabilità”.

Questi laboratori sono completamente gratuiti per le famiglie: se fino ad adesso si sono potuti realizzare è stato grazie al sostegno del Rotary Club Catania che da 9 anni, appunto, sostiene le attività. Ma bisogna andare oltre, bisogna cercare di ottenere più finanziamenti affinché questa bella realtà possa continuare e possa essere sempre di più un vanto per la nostra città.

Un vanto così come lo è la compagnia “Il Gatto Blu” che – intuendo la grande importanza che ha la cultura e il teatro per Listenerdiffondere messaggi sociali – da 3 anni a questa parte dedica uno spettacolo proprio ad Amorevolmente Insieme: e anche quest’anno Gino Astorina, insieme ai suoi meravigliosi compagni di viaggio, il prossimo 17 marzo si esibirà alla sala Harpago e destinerà gli incassi della serata al progetto della straordinaria equipe catanese.

Per partecipare e sostenere l’iniziativa è semplice: basta collegarsi al sito www.rotarycatania.it. Inoltre i biglietti sono già disponibili presso la segreteria del Rotary, che si può raggiungere telefonicamente allo 095.552189 il lunedì, martedì e giovedì dalle 8.30 alle 12.00, oppure potrete prenotarli anche scrivendo alla mail amorevolmenteinsieme@rotarycatania.it.

Per concludere chiediamo alle dottoresse, a proposito di sostegno alle famiglie, cosa altro hanno in cantiere.

“Lo studio Parentage di Catania, da sempre impegnato nel lavoro di prevenzione, diagnosi e intervento dei disturbi del neurosviluppo del bambino, in occasione dell’edizione 2016 della “Settimana del Cervello” – istituita per sollecitare la pubblica consapevolezza nei confronti della ricerca sul cervello – ha deciso di promuovere una serie di iniziative che hanno lo scopo di aiutare tutte le famiglie che hanno al loro interno persone in difficoltà, di qualsiasi grado e tipologia. Il tema dell’edizione 2016 è il “Tempo del cervello”: è, infatti, ampiamente documentato come l’approccio urgente alle malattie del cervello a esordio acuto limiti i danni; oltre a ciò è evidente che la diagnosi precoce delle malattie neurologiche consente di risparmiare sofferenze e disabilità senza tralasciare il fatto che un trattamento tempestivo e appropriato dei danni evolutivi del cervello nelle varie fasi della malattia prolunga l’autonomia del paziente, limitando le conseguenze individuali e sociali di tali condizioni”.

Dunque nella settimana che va dal 14 al 18 marzo verrà effettuata una serie di screening gratuiti: “il nostro scopo – dicono le tre professioniste – è il soddisfacimento dei bisogni dei singoli componenti della famiglia e, in occasione della Settimana del Cervello, proponiamo uno screening gratuito con l’obiettivo di focalizzare l’attenzione sull’importanza della diagnosi precoce e di una tempestiva presa in carico abilitativa/riabilitativa che rappresenti una guida per i genitori e li metta nelle condizioni di non sentirsi soli di fronte a eventuali difficoltà”.

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