Che la festeggino o meno, per le donne in questi giorni, la festa dell’otto marzo, è un argomento di cui parlare. Per qualcuna si tratta di una ricorrenza anacronistica, per qualcun’altra è un modo per ritrovarsi tutte insieme con le amiche, ma in fondo questa data sul calendario non è uguale alle altre. Mostre, eventi culturali, manifestazioni, fiaccolate ed iniziative sono necessarie perché dev’essere l’8 marzo tutto l’anno. Innanzitutto la cultura va intesa come contributo contro l’ignoranza e le discriminazioni. Per questo ho chiesto all’assessore Licandro ingressi gratuiti per le donne nei musei civici, e proposto  all’Amministrazione di sposare l’iniziativa condivisa con l’amico regista Camillo Sanguedolce per la libreria Prampolini in via Vittorio Emanuele II al 333, dalle ore 16,00 alle 20,00 ” tutte insieme appassionatamente “, allegramente ed anche disordinatamente, in un viavai continuo di proposte di coloro che hanno qualcosa da dire, da mostrare, da condividere, da raccontare, da ammirare o da far assaggiare.  Un appuntamento incentrato sull’allegria, sul rispetto, sulla condivisione e sulla riflessione. Non solo, per domani è previsto un calendario ricco di eventi in tutta la città. Musei civici gratis, conferenze e protocolli d’intesa contro ogni forma di violenza e discriminazione verso le quote rosa, lotta alla sopraffazione e alle violenze quotidiane a cui tutte le consigliere di Catania sono tenute a dare il loro contributo. Ed è nella doppia veste di donna e amministratrice di questa città che la sottoscritta Ersilia Saverino sarà dalle 18 alle 20, per l’evento “My Body, My Rights”. “Io e la consigliera Vanin siamo state coinvolte dalle associazioni “Amnesty International”, “l’Adas”, “Angolo”, “Labirinto a Colori” e tante altre che ringraziamo per il lavoro puntuale e continuo che fanno sul territorio. Ed ancora membri delle Istituzioni e del mondo medico e politico per una visione dell’universo femminile a 360 gradi. Per l’occasione leggerò alcuni brani di storie di donne che in tutto il mondo vivono situazioni di segregazione, violenza sessista, emarginazione e sfruttamento. Mi accompagneranno tre giovani  alunni dell’istituto onnicomprensivo “Angelo Musco” di Catania, con la direttrice Cristina Cascio,che con la musica racconteranno le loro speranze a dimostrazione che il riscatto può venire anche da quei territori considerati, a torto, estrema periferia della città. Una metropoli dove oggi, nonostante gli sforzi di questa amministrazione, bisogna fare i conti con una crisi che colpisce soprattutto il lavoro femminile.  Un quadro a tinte fosche, più che rosa dove dal vortice dei licenziamenti, dei provvedimenti di cassa integrazione, nessuna delle grandi aziende della provincia è risparmiata. Nell’impiego le donne, dicono i dati, sono più penalizzate, hanno meno possibilità di fare carriera. Di rosa, insomma, non c’è proprio niente. Una situazione che si fa più critica quando si tratta di donne sole, donne che devono crescere più di un figlio con un budget davvero ristretto, donne che devono sostenere il peso economico del licenziamento proprio e del compagno e che avranno ben pochi motivi per festeggiare l’8 marzo. I dati della Caritas sono come uno schiaffo in faccia e parlano di seimila famiglie a Catania che vivono nella soglia della povertà. In un sistema sociale che appare lacerato, proprio nel giorno della festa delle donne l’intera società civile deve dare un segnale concreto verso quelle ragazze, spesso madri, che hanno perso la speranza.
Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi