PALERMO − Il Presidente Rosario Crocetta ha fissato per domani 16 marzo la data per il tavolo tecnico che a Palermo vedrà riuniti l’assessore Alessandro Baccei e i dirigenti del Dipartimento Bilancio, il liquidatore delle Terme Gianfranco Todaro, il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo e una rappresentanza dei principali creditori istituzionali, in primis la banca Unicredit.

Il Presidente Crocetta ha così mantenuto l’impegno assunto in sede di votazione sulla legge regionale di stabilità quando venne approvato l’emendamento all’art. 53 presentato dal deputato del M5S Angela Foti, che estende adesso ai liquidatori il potere di redigere il bando di privatizzazione. In quella sede, lo stesso Crocetta e l’assessore all’Economia Baccei avevano presentato un ulteriore emendamento, poi prontamente ritirato, il quale prevedeva che la Regione potesse far cassa anche con la vendita ai privati di cespiti del patrimonio delle Terme. Di fronte all’intransigenza dei deputati del M5S, Foti e l’on. Mangiacavallo, il Presidente Crocetta si è visto costretto a rinnovare la promessa di un impegno in favore delle Terme, già più volte fatta sia in campagna elettorale che durante il suo mandato. Queste le premesse e dunque ci sarà domani l’incontro fra tutte le parti per tentare di trovare una via d’uscita al problema.

Gli esiti del tavolo sono incerti fin d’ora e tutto dipende dal fatto se i vari convenuti sapranno ritrovarsi intorno al nocciolo della questione oppure continueranno a fare braccio di ferro fra interessi contrapposti.

Il “nocciolo della questione” è la riapertura degli stabilimenti di Santa Venera e di Santa Caterina, da tempo inattivi e pericolosamente avviati sulla strada del degrado se non verranno quanto prima riaperti. Se tutti crederanno che ciò sia possibile, per mano dei privati come prevede la legge, si potrà trovare sicuramente una soluzione che tenga conto anche di alcune criticità tuttavia non del tutto insormontabili. E’ solo questione di volontà.

Se, invece, si contrapporranno gli interessi di una o dell’altra parte, è serio il rischio che tutta la faccenda torni in alto mare, vanificando così la portata dell’emendamento fatto approvare dall’on. Foti prima in commissione Bilancio e poi in aula. E’ chiaro infatti che l’Assessorato all’Economia vuole sbarazzarsi quanto prima del problema del debito con l’Unicredit per continuare il cammino intrapreso su altri versanti al fine di mettere a posto i conti del bilancio regionale. Al Dipartimento Bilancio le Terme sono considerate alla stregua di altre partecipate regionali che succhiano solo risorse finanziarie e dunque disfarsene al più presto potrebbe liberare nuove risorse utili per la quadra dei conti. In queste ore, il dirigente dell’Assessorato all’Economia la dottoressa Grazia Terranova sta mettendo a punto con i suoi collaboratori una nuova proposta che avanzerà con ogni probabilità mercoledì al tavolo tecnico. Al di là della fattibilità di questa proposta, che ricalca quanto prevede la legge Marzano in merito ai piani di ristrutturazione delle imprese in crisi, rimane da vedere se la Terranova e l’assessore Baccei credano o meno alla riapertura delle Terme e alla possibilità che il liquidatore riesca a metter mano alla redazione di un bando di privatizzazione. I due per la verità sono un po’ scettici sull’appetibilità di un bando per i privati e non hanno fatto finora nulla per facilitare il percorso; ma non è detto che non cambino idea, specie se si renderanno conto che non ci rimetteranno un solo euro più di quanti ne abbiano perduti fino ad ora, tenendo le Terme chiuse e inattive.

Dall’altro lato del tavolo, ci sono altri attori che ancora non rinunciano alla speranza di vedere nuovamente operativi gli stabilimenti termali di Acireale.

In primis, c’è il liquidatore Gianfranco Todaro, al quale adesso spetterebbero i poteri di redazione di un bando di privatizzazione che, risolto il nodo del debito con Unicredit, dovrà risultare attrattivo per eventuali investitori privati, anche in relazione alla durata più lunga del diritto di usufrutto o della concessione. Ma prima Todaro dovrà attendere l’approvazione del bilancio che, nell’ultima assemblea dei soci, Terranova gli ha bocciato sulla base della relazione del Collegio dei revisori.

A quel tavolo siederà pure Roberto Barbagallo nella doppia veste di creditore delle Terme (quale rappresentante legale del comune di Acireale) e di sindaco della città dove insistono gli stabilimenti termali di S. Venera e S. Caterina. Non sarà certamente il comune di Acireale, verso cui le Terme hanno un grosso debito, ad infliggere un duro colpo alla società di gestione reclamando subito le sue spettanze; sono allo studio diverse ipotesi di rientro del debito o di sua compensazione con una parte del patrimonio che non è funzionale all’attività termale. Sul piano tecnico, le strade ci sono per venire incontro alle Terme di Acireale SpA.

E’ sul piano politico, invece, che il Sindaco dovrà reclamare dalla Regione maggiore rispetto che, fino ad ora, non c’è stato soprattutto da parte degli uffici dell’Assessorato all’Economia. Barbagallo arriverà a Palermo con un documento fresco di approvazione da parte del Consiglio Comunale, un documento unitario che è già stato votato all’unanimità dai capigruppo consiliari e che sarà presentato nella seduta del civico consesso programmata per questa sera 15 marzo. Ma il primo cittadino di Acireale dovrà provare ad andare oltre. A lui spetterà il compito, se ci riuscirà, di far ritrovare armonia e concordia al tavolo evitando che, ancora una volta, la riunione si trasformi in un duro braccio di ferro fra l’assessorato all’Economia e il liquidatore. Ci sono quasi sicuramente problemi di incompatibilità a pelle fra le due controparti, ma è un controsenso che, da un lato, il Presidente Crocetta nomini una professionista di sua fiducia quale liquidatore delle Terme e, dall’altro lato, che l’assessore Baccei e la dirigente Terranova lo sfiducino in continuazione sulla base di tecnicismi che neutralizzano la volontà politica di rilanciare il termalismo.

Si troverà domani a Palermo una larga intesa in grado di creare le premesse per una imminente riapertura delle Terme, facilitata dall’arrivo di seri investitori privati interessati a far ripartire gli stabilimenti di Acireale?

Saro Faraci

 

 

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