GELA – Dopo mesi di discussioni sulla finanziaria approvata una decina di giorni fa dal parlamento regionale, finalmente si è giunti alla calendarizzazione della legge regionale sui Liberi Consorzi e le Città Metropolitane. Ricordiamo che la legge è impugnata dallo Stato centrale, perché alcuni punti della stessa sono ritenuti difformi rispetto alla legge nazionale Delrio, in risposta a ciò il Governo regionale è corso ai ripari apportando le modifiche richieste e adeguando in questo modo la L.R. n°15 del 2015 alla Delrio. Fra le variazioni più sostanziali, la nuova stesura prevede la rimodulazione delle competenze escludendo nello specifico quelle in materia di acqua e rifiuti di prerogativa nazionale nonché l’introduzione del voto ponderale e la coincidenza, nelle Città Metropolitane, della figura del sindaco con quella dell’attuale sindaco della città più grossa. A causa di questa ultima modifica, si frustra l’aspetto più democratico che la legge siciliana aveva e cioè la sottoposizione alla votazione, seppure di secondo livello, dei sindaci delle tre Città Metropolitane che avranno una investitura ex lege.

La legge entrerà in aula nel pomeriggio di martedì 22 marzo 2016. “Sapevamo già dell’ingresso all’ARS, quanto meno del DDL 1070/A, che riguarda l’impalcatura della legge di riforma delle ex provincie siciliane, – afferma Liliana Bellardita, portavoce del comitato Gelensis Populus – certamente ci aspettavamo la medesima tempestività per il DDL di Giunta che riscrive i confini territoriali che sancirà il definitivo passaggio delle città di Gela, Niscemi e Piazza Armerina alla città metropolitana di Catania”.

In occasione di un’incontro ufficiale tra i componenti del comitato Gelensis Populus e l’assessore agli Enti Locali Luisa Lantieri avvenuto Palermo lo scorso 27 gennaio, “Ci era stato assicurato che i tempi sarebbero stati rispettati, e così avevamo informato le comunità di Gela, Niscemi e Piazza Armerina”. “Intanto, noi ci aspettiamo che i parlamentari recepiscano la legge con le modifiche apportate, e questo per due importanti motivi, da un lato far decadere l’impugnativa statale, e dall’altro consentire l’incasso da parte della Regione delle risorse statali destinate alle oramai ex provincie per consentire quanto meno la ripresa dei servizi che sono stati bloccati e la copertura degli stipendi dei dipendenti“.

Ma la cosa più importante è da venire. L’aspetto più importante per i comuni di Gela, Niscemi e Piazza Armerina, che hanno deciso di aderire alla Città Metropolitana di Catania, è il completamento dell’iter dell’art.44, sulla base del quale la giunta regionale dovrà procedere alla ridefinizione dei confini dei nuovi Enti intermedi, suggellando così il passaggio verso l’area etnea. Per questo invitiamo la Giunta regionale e l’assessore al ramo a predisporre quanto necessario per concludere l’annoso iter.

“Qualunque indugio – conclude Bellardita – non ha più scusanti e non può, ancora una volta, frustrare le aspettative delle comunità che hanno già deciso da tempo il proprio percorso e vogliono finalmente appropriarsi del proprio percorso”.

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