CALTAGIRONE – Martedì 22 marzo, a partire dalle 21, il centro storico di Caltagirone ospiterà la XX edizione della rappresentazione vivente della “Passione di Cristo”, promossa e organizzata dall’associazione “La Scala” in collaborazione con la parrocchia Sant’Anna e con il patrocinio del Comune di Caltagirone.

La manifestazione, connubio di folklore, umanità, mistero, dolore e senso del sacro, si svolge nello spettacolare scenario costituito dalla piazza del Municipio e dalla monumentale Scala di Santa Maria del Monte. Più di sessanta i figuranti impegnati. Nello spazio antistante la Galleria Luigi Sturzo viene allestito un palco, sul quale si alternano gli attori-protagonisti, che danno vita alle fasi salienti della Passione di Gesù: il tradimento di Pietro, il giudizio del Sinedrio, la vana difesa di Giuseppe, il processo di Pilato che se ne lava le mani (“Io sono innocente del sangue di questo giusto. Prendetelo voi e crocifiggetelo voi”), la presa in giro di Erode, la suggestiva flagellazione di Cristo che, umiliato con la posa sul suo capo della corona di spine, inizia la salita al Calvario. Nella seconda fase il corteo composto da soldati, popolani, pie donne, giudici del Sinedrio, Maria, Veronica, Maddalena e Giovanni si sposta dalla piazza Municipio verso la Scala Santa Maria del Monte. dove si tiene la “Via Crucis”. Lungo il percorso sono rappresentate le fasi più significative e dolorose: le cadute di Cristo sotto il peso della Croce, l’incontro con il Cireneo, con la Veronica e le pie donne. Tutto culmina a metà scala, con la commovente e spettacolare scena della Crocifissione, attraverso il pentimento di uno dei ladroni, la scienza del soldato che con la spugna bagna le labbra di Gesù e, infine, il momento più importante: la morte di Gesù con l’esalazione dell’ultimo respiro e un gioco di luci e suoni che, come tuoni e fulmini, indicano il terremoto. Seguono la deposizione, il dolore di Maria che accoglie il Figlio morto tra le sue braccia, l’Angelo e, a conclusione, la Resurrezione.

Si tratta di un evento di grande suggestione, che attira a Caltagirone migliaia di visitatori e che viene riproposto, dopo una pausa di tre anni, grazie all’impegno e agli sforzi di un folto gruppo di cittadini che hanno messo a disposizione competenze e risorse.

”Questo evento, giunto quasi inaspettato – sottolinea don Salvatore Abbotto, promotore e sostenitore di questo progetto sin dal 1994 e oggi parroco a Sant’Anna – deve essere un segno profetico per il futuro della nostra città, perché tutti, volendolo, possiamo essere protagonisti attivi della rinascita senza dovere necessariamente aspettare la spinta di qualcuno, ma impiegando esclusivamente le nostre risorse personali”. “E’ un’iniziativa importante da un punto di vista dell’aggregazione e della socializzazione, oltre che per il suo significato religioso – afferma Giovanni Canfailla, presidente dell’associazione La Scala – Dietro l’evento ci sono una lunga preparazione e gli sforzi di tanti, nel segno dell’unità e della valorizzazione delle competenze di ciascuno”.

 

 

 

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