(Fotoservizio di Vincenzo Musumeci) CATANIA – Una vita immersa nello calcio, ma non solo…  La penna illustre del giornalismo sportivo, Maurizio Biscardi, si racconta ai microfoni di Sicilia Journal svelando simpatici aneddoti sulla propria storia professionale e personale, condita da grandi successi ed un’eredità pesante, quella del padre Aldo, noto al popolo calciofilo soprattutto per la battaglia intrapresa ormai decenni fa a sostegno dell’introduzione della moviola in campo per aiutare le decisioni arbitrali.  “Ho cominciato la mia carriera di giornalista in una piccola televisione privata romana. Poi ho lavorato per TeleMontecarlo, la 7, Telepiù, Dahlia Tv, 7 Gold. Tante esperienze, insomma, tutte incentrate principalmente sul calcio e sullo sport”.

IMG_0455 (1)“Se hai un genitore che per forza di cose nella vita ha avuto nemici ed amici hai una sola garanzia: i nemici rimangono, gli amici non è detto che siano sempre  tali anche per te.  Questo il lato svantaggioso. Quello positivo invece è che sin da piccolo puoi conoscere questo mondo, mettendoti nelle condizioni di poterti muovere più facilmente rispetto a chi deve adattarsi partendo da zero, a chi deve imparare e respirare l’ambiente. A livello di raccomandazioni sicuramente è più uno svantaggio. Il cognome che porto è pesante, molto spesso vieni giudicato negativamente proprio per questo ma i vantaggi ci sono, è innegabile. L’esperienza di mio padre mi ha sicuramente invogliato ad affacciarmi alla realtà giornalistica. La moviola? Non la volevano eppure si capirebbe facilmente se si sbaglia o se si fa la scelta giusta. Si limiterebbe l’arbitro. Non sono sempre convinto che gli arbitri sbaglino solo perché sono scarsi. Alcune volte, determinati episodi fanno pensare. Ciò che più fa pensare male e che a volte alcuni errori non vengano puniti da chi ha il dovere di gestire la classe arbitrale”.

Riuscire contro tutto e tutti, animati dal coraggio e dalla voglia di fare. Maurizio Biscardi si consacra nei primi anni ’80, con l’esordio a Telemontecarlo. “Ricordo con grande piacere la mia esperienza lì. Sono entrato negli anni ’80, era tutto carinissimo. Lavoravamo nei primi tempi presso l’Hotel Clodio, i montaggi erano dentro i gabinetti, lo studio era nel salottino di questa suite. Poi ci trasferimmo e per me fu una pacchia: i nuovi studi ce li avevo praticamente accanto casa. Avevamo tante idee, volevamo sviluppare un progetto ambizioso. Io ancora non avevo il tesserino. Sembrava di stare in famiglia, ci divertivamo tantissimo ma lavoravamo intensamente. Era proprio questo il bello: eravamo tutti animati da una grande passione, il resto importava relativamente. Ho avuto la fortuna, nel corso degli anni, di vedere tanto e di emozionarmi diverse volte. Per me è stato bellissimo raccontare le Olimpiadi, per esempio, ma anche seguire l’Inghilterra ai Mondiali italiani del ’90 fu emozionante. Anche se ricordo certi tafferugli… Nulla di grave per fortuna”.

IMG_0427Tanto, tantissimo sport. Da piccolo ha anche provato a diventare protagonista piuttosto che narratore di imprese. E due passioni da sempre coltivate, quelle per lo sci e per la musica, in particolarequella latino-americana. “Da ragazzino ho provato a fare il calciatore, mi dilettavo anche nello sci. Giocavo a calcio a 5 ma i rigidi allenamenti che ci imponevano non facevano per me… Dovetti arrendermi… Quella per la musica è anch’essa una passione che
attraversa la mia quotidianità. In particolare mi vanto di essere stato il promotore di un festival, Fiesta, che intrattiene Roma da più di vent’anni. Credo di non essere esagerato nel dire che questa può
ancora essere considerata la più grande manifestazione a livello europeo per quanto riguarda la musica latino-americana”.

Non può infine mancare una battuta sul calcio attuale, sulle vicende delle grandi della Serie A, ma anche sulle siciliane Palermo e Catania, afflitte quest’anno da diverse problematiche. E sulla chiacchierata diatriba tra Totti e Spalletti… “A Catania la società è nentrata in crisi. Sono successe tante cose, aldilà delle vicende di quest’estate… Evidentemente anche a livello sportivo la gestione è stata sbagliata. Forse non si è fatto un progetto mirato al futuro. Si è guardato troppo al presente. I rossazzurri stanno in una situazione di classifica particolare, in Lega Pro… Normale che il tifoso viva un momento difficile. Però quest’anno avrebbe potuto essere devastante per il sodalizio etneo.

IMG_0479Zamparini è una persona umorale, un uomo speciale. Quando qualcosa non va come dice lui preferisce cambiare anziché aspettare. Secondo me lui deve capire che quest’anno a Palermo il problema non è legato all’allenatore. Loro sono sempre stati molto bravi nel realizzare plusvalenze… il problema è che non è sempre facile vincere le scommesse… sostituire i pezzi pregiati.
Per lo scudetto vedo meglio la Juve, il Napoli invece mi sembra un po’ stanco ma può ancora giocarsela. I bianconeri rimangono una spanna più in là degli avversari per tanti motivi, a partire dallo stadio di proprietà e dalla lungimiranza degli addetti ai lavori sul mercato. Le altre devono lavorare per ricostruire progetti vincenti. Sono tifosissimo dell’Inter. I nerazzurri devono cercare di fare le cose senza essere frenetici. Ho dei dubbi su Mancini che mi piace molto come manager ma non come tecnico.
Sulla querelle Totti-Spalletti… Le grandi stelle ad un certo punto dovrebbero capire che possono continuare ad esserlo senza però scendere in campo… Francesco ha scritto la storia della Roma, una vera bandiera. A 40 anni potrebbe aprirsi per lui una nuova strada. Dal canto suo, Spalletti guarda alla sostanza piuttosto che al carisma e
secondo me fa bene”.
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