Sinagra, grazie alla felice intuizione della presidente della Pro Loco dott.ssa Enza Mola, celebra a cadenza biennale, con il premio “Semplicemente, Straordinariamente Donna” l’essenza femminile nel mondo. Il Premio, giunto quest’anno alla quarta edizione, si è svolto nei giorni scorsi nel salone di rappresentanza di Palazzo Salleo. Numerose personalità presenti alla cerimonia condotta dal presidente della commissione del premio, Marsh Proietto di Silvestro. Saluti istituzionali affidati al sindaco di Sinagra, Enza Maccora che ha sottolineato come «questo premio rappresenta delle donne che sono riuscite a conciliare la tradizione, che è quella della famiglia, con grandi risultati professionali. Molti passi avanti si sono fatti sulla tutela della Donna, anche se tanto c’è da fare ancora; dobbiamo lavorare su quello che è la cultura, perchè se è possibile ottenere dei grandi risultati è grazie soprattutto alle famiglie che ci hanno fatto crescere con dei valori senza distinzioni». Graditi ospiti in platea anche Giuseppe Giovanni Lembo, sindaco di Ucria e il commissario straordinario del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, numerosi rappresentanti istituzionali locali e dei centri viciniori e delle forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza.

«Il premio – dice Enza Mola – vuol rappresentare un riconoscimento al grande lavoro svolto dalle donne nella nostra società regionale e nazionale. Quest’anno va a tre donne che rispondono perfettamente alla filosofia del premio, tre donne dalla personalità forte e poliedrica, tre straordinarie interpreti dei valori e della laboriosità, che hanno nel corso degli anni, investito energie e raccolto copiosi frutti in termini umani e professionali».

Il premio è stato assegnato ad Ezia Maccora, magistrato di fama internazionale e componente del CSM e dell’ANM, “per avere, con il suo lavoro di Magistrato, contribuito in maniera significativa all’affermazione della legalità rappresentando in ambito nazionale ed estero ad altissimi livelli le istituzioni della Repubblica”.

«Fare il magistrato – commenta la dottoressa Maccora – e conciliare questa attività abbastanza delicata con la vita, la famiglia, i figli non è facile. Accanto ho delle persone importanti, i miei genitori, mia figlia e mio marito i quali mi hanno aiutato tantissimo in questo. Sono felice di ricevere questo premio e che sia successo proprio nel paese del mio papà, dove ho ancora tanti affetti e, quindi, ritornare qua è stato un regalo ulteriore rispetto al premio».

Premiata anche Maria Dell’Erba, meglio conosciuta come Titti, (esperta PR in campo enogastronomico e condirettore giornalistico della testata RistoNews Ristoworld) con la seguente menzione: “per avere con il suo impegno professionale e umano, contribuito al rafforzamento del Made in Italy lavorando per l’affermazione della migliore enogastronomia nell’ambito social, televisivo e mediatico”.

«Interpreto – commenta quest’ultima – questo riconoscimento come un incoraggiamento a continuare nel seguire la strada che mi ha portato sin qui ovvero un impegno incondizionato per la promozione in tutte le sue forme della tradizione e qualità del made in Italy in campo culinario ed enologico».

Premio anche a Rosita Caliò, cantastorie ed interprete della sicilitudine nel mondo, “per la sua instancabile attività nel campo della ricerca e della valorizzazione delle tradizioni della regione Sicilia, trasferendo alle nuove generazioni pagine indimenticabili della cultura popolare”.

«Lascio più di 500 scritti, vincitrice di innumerevoli riconoscimenti legati alla mia carriera, dedico questo premio a mio marito – dice la Caliò – il quale mi è stato costantemente accanto supportandomi».

Le pergamene ufficiali e i premi, dei ritratti realizzati dalla pittrice Chiara Busacca, sono stati consegnati alle vincitrici dalla presidente Enza Mola. A fare da cornice canora, Greta Cacciolo, vincitrice della 58esima edizione dello Zecchino d’Oro dilettando i presenti con alcuni dei suoi brani musicali. Onore alle donne, “Stelle” nel firmamento universale della vita, da amare e rispettare come un dono prezioso.

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