CATANIA – Riguardo alle dichiarazioni del presidente comunale di Confcommercio Giovanni Saguto sull’assistenza tecnico-giuridica alla riformulazione del Piano di Riequilibrio, l’assessore al Bilancio Giuseppe Girlando, ha sottolineato innanzitutto come “non si tratti di esternalizzazione”.
“Le affermazioni di Saguto – ha detto Girlando – sono frutto di una scarsa conoscenza di un argomento complesso e specialistico. Si arriva persino a sostenere che la delibera rappresenti un atto di sfiducia nei confronti del sottoscritto, che invece ha sollecitato la sua approvazione”.
“La predisposizione del nuovo Piano di Riequilibrio  – ha affermato l’Assessore – è composta di tre fasi: esame tecnico-giuridico, con la verifica delle criticità del precedente documento, controllo tecnico-contabile anche alla luce della Riforma che impone la riformulazione del vecchio Piano, e valutazione politica, che spetta a Sindaco e Giunta.  Il nodo più rilevante riguarda appunto la valutazione contabile, anche perché la Riforma è stata approvata da poco e, anche a livello nazionale, le professionalità in grado di portare a termine questo compito sono rare. A fronte di tutto questo va ricordata la grave situazione del Personale nel Comune di Catania. Non c’è quindi alcuna stranezza nel cercare una collaborazione per questo specifico obiettivo”.
“In particolare – ha concluso Girlando – va sottolineato che, ormai da oltre sei mesi, il nostro ente è privo dell’indispensabile figura del Ragionere generale a tempo pieno, carica gestita da un Direttore ad interim che guida anche altre direzioni. Spiace che molti non vogliano rendersi conto che il Comune di Catania in questi mesi non ha potuto assumere dirigenti in sostituzione di quelli andati in pensione o previsti nella macrostruttura. Abbiamo infatti soltanto una decina di dirigenti, mentre mediamente in enti delle stesse dimensioni ce ne sono una cinquantina. Questo a causa dei vincoli di bilancio e dei cambiamenti normativi assai stringenti per un comune in predissesto come il nostro”
“Il Comune di Catania è sull’orlo del dissesto e l’amministrazione cosa fa? Continua a prelevare denari dalle casse pubbliche per stipendiare consulenti esterni.

L’ultimo salasso preannunciato porta la data del 22 marzo: la giunta municipale ha deliberato di affidare ad una agenzia di esperti contabili esterni  la stesura del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, per il quale la Corte dei Conti ha dato tempo fino alla fine di giugno del corrente anno”,  dichiara in una nota il Meetup Catania 5 Stele.

“Come noto, l’amministrazione aveva già adottato questo piano, ma avvalendosi di una norma contenuta nella Legge di stabilità 2016 (c. 714, L. 208/2015), che ha dato facoltà ai Comuni di rimodulare il precedente piano in coerenza con l’arco temporale di trenta anni previsto per il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi (articolo 3, decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118), dovrà “rifare i conti” che in precedenza erano stati fatti, avvalendosi del minor termine di dieci anni.

In sostanza, non si aggiunge niente di nuovo in merito alle situazioni di precarietà della gestione amministrativa e dei conseguenti rimedi per farvi fronte, ma si modifica soltanto il termine del piano, portandolo da dieci a trenta anni.

“Per questo motivo – dichiarano Nunzia Catalfo e Gianina Ciancio, portavoce del M5S al Senato e all’Ars – diventa di difficile comprensione il ricorso ad una agenzia di esperti esterni, con relativo costo per i cittadini, a meno che l’amministrazione non abbia voluto manifestare all’esterno la mancanza di fiducia nei dipendenti dei suoi uffici contabili interni, cosa che si tradurrebbe in una ammissione della inattendibilità della contabilità e dei conseguenti valori del bilancio, da tempo messi in evidenza dal  meetup Catania5Stelle di piazza Guardia”.

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