Il Consorzio  ha delle peculiarità totalmente diverse rispetto agli altri Consorzi della Sicilia, e la sua gestione non può prescindere dalla forza lavoro che è rappresentata per lo più da personale precario; non assumerli avrebbe significato paralizzare le funzioni istituzionali del Consorzio di Bonifica 9 Catania che, non essendo in grado di erogare i dovuti servizi agli oltre 22.000 utenti del comprensorio etneo e non solo, rischiava di mettere in ginocchio l’agricoltura dell’intera Piana di Catania e l’incolumità delle popolazioni che insistono nel comprensorio.  “Questo risultato è stato possibile grazie alla mobilitazione dei lavoratori, vista la sordità e cecità della politica regionale che si è contraddistinta solo nel non rispettare gli impegni assunti. Va sottolineato che in questa fase, e non solo, l’unico interlocutore che ha seguito la vertenza in maniera puntuale è stato il gabinetto della Presidenza della Regione nella persona di Giuseppe Caudo. – sottolinea in una nota  la segreteria provinciale della FLAI Cgil di Catania –  Non vi è dubbio che questa assunzione avviene con almeno un mese di ritardo, tenuto conto che prima dell’avvio della stagione irrigua sono necessari parecchie attività di manutenzione ordinaria e straordinaria lungo tutta la rete che purtroppo a seguito della scarsa attività di manutenzione dell’anno precedente necessitano di un intervento assai sostenuto. Da tempo abbiamo cercato con diverse iniziative di sensibilizzare l’amministrazione regionale ed il Governo ad affrontare con tempestività tale questione, ma nonostante le diverse rassicurazioni avute nelle scorse settimane   solo oggi la delibera è stata sottoscritta. Purtroppo ancora una volta è emersa la inadeguatezza del Governo regionale nel non comprendere l’importanza che la bonifica riveste per l’apparato produttivo agricolo della nostra Provincia. Il nostro auspicio è che il nuovo Commissario Ingegnere Margiotta mostri concretamente grande discontinuità rispetto ai suoi predecessori e cerchi di indirizzare verso scelte più adeguate l’assessorato Regionale Agricoltura, anche perché non vi è dubbio alcuno che bisogna fare una grande opera di ricostruzione di questi enti che solo una politica di ampio respiro può rilanciare l’agricoltura nella nostra terra che non può fare a meno dei servizi che i consorzi devono erogare in maniera sempre più adeguata. Oggi purtroppo le inefficienze e la mala gestione di questi enti viene  pagata dai lavoratori del consorzio e di quei   produttori agricoli che pagano   puntualmente e con costi assai sostenuti i canoni irrigui”.

 

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