di Carmelinda Comandatore

AGRIGENTO – La iena Luigi Pelazza torna in Sicilia. Dopo lo scandalo di Furnari, piccolo comune nel messinese, in cui è stato dimostrato come sia avvenuta la svendita di un terreno di proprietà della regione siciliana del valore di circa 300.000.000 euro, ceduto per meno di 4.000 euro, la trasmissione di Italia Uno punta i riflettori su altri casi simili che hanno dell’incredibile : da Stromboli alla Valle dei Templi, il meccanismo di Furnari si ripete. Ed è proprio il sindaco di questo paese, Mario Foti, a continuare a denunciare gli scandali della regione siciliana.

“Abbiamo scoperto – afferma Foti – che i funzionari della regione siciliana, senza nessuna pubblicità e senza nessuna informazione hanno venduto dei beni di valore in tutta la regione siciliana. A Porto Empedocle ci risultano tre casi in cui è stato venduto un terreno demaniale in prossimità del mare”.

In effetti, come fa notare Luigi Pelazza, a Porto Empedocle, nella zona del lungomare Nettuno, ci sono un centinaio di villette che sono state costruite su terreno demaniale. Chi ha costruito su quei terreni ha chiesto successivamente alla regione siciliana di poterli acquistare. Tali richieste, in tre casi specifici, sono state soddisfatte a prezzi irrisori.

Con le stesse modalità, ovvero senza rendere pubblico la vendita, sono stati svenduti altri terreni anche nella meravigliosa Stromboli. Il caso sicuramente più eclatante è quello del Parco Archeologico della Valle dei Templi, patrimonio mondiale dell’umanità. Quattromila metri del Parco sono stati venduti ad una cifra ridicola, ovvero 10.600 euro, ad un albergo per ampliare la sua struttura. Cosa ancora più grave è che quel terreno, essendo un bene di interesse archeologico, non doveva essere assolutamente oggetto di vendita, in quanto rientra tra le aree inalienabili del demanio culturale.svendita

Caterina Greco , Sovrintendente dei Beni Culturali e Ambientali di Agrigento, si difende dalle accuse della iena Pelazza affermando semplicemente che non è stata la Sovrintendenza a vendere, mentre il tutto avveniva sotto i suoi occhi. Ricordiamo, infatti, che l’ufficio della Greco è ubicato alle spalle del terreno svenduto.

A dare qualche risposta ci prova l’architetto Dania Ciaceri (Demanio e Patrimonio), che di fronte all’evidenza della messa in atto di una procedura errata di vendita, lungi dall’assumersi qualsiasi tipo di responsabilità, anche se è sua la firma apposta sulla documentazione sventolata da Pelazza, fa spallucce affermando che “il mancato avviso pubblico è da addebitare agli uffici tecnici e all’agenzia del demanio, su cui le si impegnerà d’ora in poi a vigilare maggiormente”. Insomma, quel che è fatto è fatto !

Carmelinda Comandatore

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