di Gianluca Virgillito

Più salite che discese, più delusioni che trionfi. Il Catania di questa stagione ci ha abituato ad un trend poco costante e sicuramente non esaltante.

“La sconfitta contro il Foggia ci può stare, non è su questi campi che dobbiamo costruire la nostra salvezza anche se dai miei ragazzi mi aspettavo di più. Adesso altre cinque finali”. Parole, quelle di Moriero che nel post gara del posticipo della ventinovesima giornata di Lega Pro riempiono d’amarezza l’ambiente rossazzurro. “Ma il Catania è il Catania e tutti si attendono sempre tanto da noi”. Vero anche questo. Accettare di essere precipitati così in basso è stato davvero difficile ma questa è la realtà incontrovertibile dei fatti.

La salvezza, salvo spiacevoli inconvenienti che neanche gli oracoli mitici potrebbero riuscire a prevedere, è cosa praticamente fatta. Gli scontri diretti, e in casa, contro Lupa Castelli Romani e Melfi oltre alle gare da giocare contro avversari che nulla ormai hanno da chiedere a questa stagione come Paganese e Fidelis Andria rendono il calendario degli etnei estremamente abbordabile rispetto a quello delle concorrenti per la permanenza in terza serie.

Ciò che più sorprende, escluse le ormai anche troppo note prime otto/nove giornate, è l’assenza di mordente e cattiveria agonistica nei momenti cardine e quindi di possibile svolta. Le ambizioni del Catania avrebbero potuto cambiare ma non si è saputo mantenere il ritmo, è mancata la capacità di rialzarsi dopo una capitolazione. Un crollo inesorabile, lento ma costante nel tempo. Poi qualche sussulto, ma niente di più. Tanti, troppi pareggi. Sconfitte brucianti, anche in casa, in quel “Massimino” che invece negli anni aveva sempre rappresentato un fortino davvero difficile da espugnare.

Inevitabile tornare indietro con la mente ad un altro Catania impossibile da paragonare a quello di oggi. Il 3-0 subito a Foggia è la cartina di tornasole per una squadra che non è matura e non ha i mezzi per puntare ad un campionato di vertice. Lo farà l’anno prossimo? Impossibile dirlo perché sono ancora tanti i nodi da sciogliere in ottica futuro.

Se è vero, e sicuramente lo è, che Catania va onorata e ogni partita deve essere una battaglia alla ricerca della vittoria, allora con altrettanta e rafforzata certezza, dopo la debacle pugliese possiamo dire che il campionato dei rossazzurri in questo senso è stato un vero e proprio fallimento.

(foto: calciocatania.it)

 

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