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BRONTE − Si potrebbe – di primo acchito – pensare a una nuova pagina di “Cuore” o a un racconto di Gianni Rodari. Certo conforta il fatto che, anche in tempi di istruzione 2.0, il binomio tra scuola e impegno solidale si corrobori e ampli il suo spettro d’azione.
Stavolta per gli studenti del “Benedetto Radice” di Bronte, non nuovi nel sostegno a Telethon, AIRC, associazioni di volontariato operanti sul territorio, nonché donatori volontari di sangue, c’è un appuntamento diverso. Un’iniziativa autopromossa, ancora coordinata da Sabrina Anello, nell’immediato della visita pastorale dell’Arcivescovo di Catania in Istituto, prevista l’11 aprile.
Su proposta del Comitato Genitori, presieduto da Biagio Schilirò e dal presidente dell’Associazione “Gabriele Allegra” Nunzio Longhitano, sabato 9 (dalle ore 9 alle 13 e nel pomeriggio dalle 16 alle 19), per gli alunni suonerà la campanella dell”A scuola di solidarietà”. In sintesi, una raccolta di beni indispensabili, prelevati all’ingresso di sette tra i maggiori esercizi commerciali di Bronte, oltre che di dolci della tradizione nostrana. I proventi approderanno direttamente nelle case di quanti versano in stato di necessità, attraverso i canali delle parrocchie. In primis la “Madonna del Riparo” (nell’area della scuola), poi la periferica “Sant’Agata” quindi – naturalmente – la Matrice e la famiglia francescana.
«Si è soliti ritenere “bisognosi” gli individui oggetto di attenzione mediatica – afferma Maria Pia Calanna, dirigente della scuola etnea – senza guardare al vicino di casa, che spesso cela il suo dramma dietro un silente pudore. Così le difficoltà di disoccupati, anziani, profughi della porta accanto non sempre trovano spazio nelle nostre coscienze. Mi piace vedere l’impegno in questa luce: il tratto chiaro di una scuola che educhi non solo attraverso i contenuti, ma anche con l’impegno concreto e l’azione solidale. Soltanto in questa direzione il paradigma educativo è ancora in grado di offrire risposte universali».
Sulla stessa linea Salvatore di Dio Romano, tra i promotori del seminario appena concluso “Tecniche e materiali per l’edilizia bioecologica”, che guarda a un istituto in grado di formare coscienze attente all’ecosostenibilità e alla tutela del creato; quando un progetto di alternanza scuola-lavoro ha avuto per protagonista proprio il mare, con azioni di conoscenza e supporto alla Marina Militare, impegnata in missioni umanitarie. Il “Diario di bordo” di Andrea Camizzi cerca, su questo versante, di chiudere il cerchio.
Per il “Radice” di Bronte, scelto dalla redazione del TG3 (puntata del 4 aprile di “Buongiorno Regione” in cui Pina Lipari ha anche illustrato le linee della didattica sperimentale), quale istituto leader nell’innovazione tecnologica, Cl@sse 2.0, digitalizzazione e buone pratiche in Sicilia, si tratta – dunque- di una missione etica e di un dovere morale. Una mano sul mouse e l’altra sul cuore, invece, per gli studenti. In questo caso veri “samaritani 2.0”.

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