CATANIA – Chiamate un azzeccagarbugli: qui c’è bisogno di lui. Senza scomodare Renzo e Lucia però: la situazione dell’Amt, sempre più in crisi, precipita di giorno in giorno. Dalla mancanza di mezzi, alle consulenze esterne da centinaia di migliaia di euro, passando per i crediti vantati nei confronti del Comune di Catania e della Regione Siciliana. Ma qui Manzoni avrebbe scritto un altro tomo: “I promessi sposi 2: la separazione”. Di chi? Dei dipendenti dall’azienda: perché adesso è guerra.

Burocratica, s’intende. Come ben sapete, le casse della società sono al verde, nonostante continuino ad essere pubblicati bandi di gara per incarichi legali. La difficile situazione economica ha portato, negli scorsi mesi, a sospendere diverse linee, a causa dei tanti mezzi guasti, e per aumentare le risorse a disposizione l’Amt ha persino venduto i pezzi rimanenti dalle vetture in disuso su internet. Pensate quanto materiale ci sarebbe per un nuovo testo di Manzoni! Ma non è finita qui: ci sono ritardi anche negli stipendi dei lavoratori, nonostante i già citati crediti che l’azienda dichiara di vantare (alcuni dei quali riconosciuti dopo l’audizione al cospetto della Commissione IV – Ambiente, Territorio e Trasporti all’Ars).

“Don Rodrigo”, insomma, non paga regolarmente: già, ma a farne le spese sono sempre i dipendenti. Oltre al danno la beffa: in molti, infatti, nel corso degli anni hanno stipulato contratti con diversi istituti finanziari per l’attribuzione di prestiti tramite la cessione del quinto dello stipendio. Ma se l’azienda non eroga in tempo le mensilità, che si fa? Nulla, e proprio in questi giorni gli stessi istituti hanno provveduto ad inviare notifiche di pagamento all’Amt per conto dei singoli lavoratori per la loro posizione irregolare: “Vi sottolineavamo la necessità di attivarvi affinché le quote mensili ci venissero accreditate puntualmente alla scadenza, per comunicarVi che qualora non dovessero esserci corrisposte al termine tassativo di 5 giorni dal ricevimento della presente le rate insolute provvederemo senza ulteriore preavviso al recupero coattivo nei Vostri confronti intentando le azioni legali che riterremo più opportune per la salvaguardia delle nostre ragioni di credito con conseguente aggravio di spese giudiziali e interessi a Vostro carico, riservandoci altresì la facoltà di risolvere il contratto di finanziamento ed emettere la “decadenza del beneficio del termine”, con l’obbligo del/la Sig./ra […] a versare in un’unica soluzione l’ammontare del residuo debito”, recitano le missive. L’azienda non paga in maniera corretta? Bene, lo farà il dipendente al posto suo, anche se non prende lo stipendio da mesi. Capite a cosa serve l’azzeccagarbugli?

Per questo motivo, nelle scorse ore il sindacato FAST – Confsal, rappresentante dei lavoratori Amt, ha indirizzato una lettera alla direzione dell’Ufficio Territoriale del Lavoro di Catania per richiedere un intervento ispettivo nei confronti della società partecipata del Comune, in relazione ai mancati versamenti dei contributi previdenziali (a favore dell’associazione ANDSAI e del fondo pensione complementare PRIAMO) e del conto terzi. Inoltre, altro argomento è quello della flessibilità dell’orario di lavoro: diritto non rispettato da parte dell’azienda e per questo oggetto di critiche. La situazione drammatica ha spinto il sindacato a proclamare uno sciopero di quattro ore per il prossimo 21 aprile,  al fine di fare chiarezza. Ma Don Rodrigo non risponde e “i bravi” (al Comune) neanche.

Antonio Torrisi

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