di Rachele Gerace

Un guasto all’acquedotto di Fiumefreddo martedì 26 aprile, all’altezza di Forza D’Agrò ha indotto l’ennesima sospensione dell’erogazione idrica a Messina.

La riparazione sembrerebbe essersi conclusa nella serata di mercoledì 27, ma i messinesi dovranno aspettare ancora un paio d’ore prima che l’acqua torni a fluire nelle condotte per il riempimento dei serbatoi.

Quest’ultimo guasto è avvenuto nel tratto in cui Siciliacque spa, che gestisce la condotta dell’Alcantara, aveva realizzato nel novembre scorso un bypass mentre, insieme all’AMAM, sta lavorando alla realizzazione di un nuovo innesto, un bypass preventivo all’altezza di Furci Siculo, in previsioni di nuove interruzioni, come ha spiegato il dirigente generale della società Luigi La Rosa.

Fino a questo momento, però, i messinesi continuano a vivere continui stati di allarme, come quest’ultimo: con una tubatura che richiede continui interventi, tutti a carico economico dell’Amam e il Comune che gestisce il servizio idrico in esercizio provvisorio per la mancata approvazione del bilancio 2015. Sull’emergenza idrica messinese è stata aperta anche un’inchiesta da parte della magistratura; lo stato di emergenza dichiarato dal governo per la città ha consentito l’impiego di due milioni di euro per la messa in sicurezza della frana di Calatabiano. Questa cifra però sembra non essere sufficiente per la riparazione integrale della condotta, operazione che richiederebbe circa 6 milioni di euro. Il monitoraggio, avviato sui 70 km della condotta di Fiumefreddo, ha portato alla luce ben trentanove criticità, di cui otto gravi per il dissesto idrogeologico del territorio, come spiegato dallo stesso La Rosa.

Il guasto di ieri, inoltre, ha provocato movimenti del terreno trascinando a valle la terra (fortunatamente argillosa, perciò non inquinante) che si è riversata in mare, tingendolo di rosso. Messina solo sei mesi fa viveva la stessa situazione lanciando la campagna d’emergenza sul web #Messinasenzacqua, ripresa a livello nazionale.

 

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