di Elisa Guccione

CATANIA – Quale sarà il futuro del Teatro Stabile? Quale posto occuperà, o forse sarebbe meglio dire non avrà più, l’arte e la cultura nella nostra città. La gloriosa storia dell’Ente Etneo, bacino di storia e tradizione, è veramente giunta al capolinea?

Dal sito ufficiale del Teatro scrivono: “Si comunica che ogni attività è sospesa a tempo indeterminato a causa dello sciopero indetto da tutti i lavoratori del Teatro Stabile di Catania unitamente alle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Ugl”. interno-teatro-vergaDal 17 aprile i lavoratori, stremati da una situazione insostenibile, hanno fermato la programmazione sino a data da destinarsi. Dopo cinque mesi di stipendio arretrato e una condizione lavorativa più che complicata hanno deciso di incrociare le braccia bloccando la rappresentazione degli spettacoli in scena.

L’assemblea di martedì 26 aprile, programmata per discutere e tentare di risolvere la delicata situazione economica e sociale, salta a causa dell’assenza della Regione. I sindacati dichiarano: “Ciò che è accaduto è difficilmente classificabile. Solo l’assemblea dei soci potrà sbloccare alcuni passaggi chiave necessari per garantire nuovamente gli stipendi ai lavoratori e dunque la normale e dignitosa ripartenza delle attività teatrali. Non presentarsi e annullare una riunione così importante in un momento storico drammatico, può volere dire solo due cose: o si è interessati a distruggere lo Stabile di Catania, oppure non si è ancora compresa l’entità di ciò che accade sulla pelle dei lavoratori e della città. In qualunque caso, ci troviamo di fronte ad una irresponsabilità persino impossibile da commentare. Ciò avviene a pochi giorni di distanza dalla diffusione pubblica  dei numeri del debito, e della consegna dei documenti ufficiali in Prefettura”.

In una precedente dichiarazione il sindaco Enzo Bianco, pochi giorni prima della mancata riunione, annunciava: “Entro la prossima settimana si cercherà di saldare il debito con il lavoratori che non ricevono lo stipendio da cinque mesi e trovare un punto di incontro necessario per uscire da questa grave crisi”. Aggiungendo: “È necessaria un’azione sinergica tra Comune e Prefettura per ottenere una mediazione con l’Inps per rateizzare i debiti in modo da pagare la prima rata ed ottenere il Durc che permetterà di sbloccare alcuni finanziamenti e riavviare la programmazione”.

Adesso si attende la prossima assemblea dei soci di venerdì 29 aprile per cercare di capire quale sarà il futuro del Teatro e di tutti i lavoratori.

Tutto questo è il risultato di promesse mai mantenute e di un’approssimazione politica votata all’indifferenza umana e sociale in cui versano molte famiglie.

Elisa Guccione

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