CATANIA – Nuovo capitolo del caso Amt: continua la protesta dei dipendenti dell’Azienda Metropolitana Trasporti di Catania che, nella giornata odierna, hanno organizzato un sit-in di fronte alla sede della società, a causa del ritardo degli stipendi per il mese di aprile.

Dopo i numerosi appelli, infatti, i lavoratori, rappresentati dal sindacato Fast-Confsal, sono scesi in strada a chiedere per l’ennesima volta chiarimenti riguardo una situazione giunta ad un punto drammatico: alla mancanza di mezzi, privi di benzina e ormai in disuso (e con pezzi di ricambio venduti all’asta su internet), si è aggiunta la crisi di liquidità rappresentata dai ritardi nei pagamenti, nonostante i numerosi appelli lanciati sia dalla politica catanese che dalla società civile, conscia di quale sia problema e di quali siano gli svantaggi di un Trasporto Pubblico Locale in difficoltà.

A ciò, poi, va ad aggiungersi un dato curioso: ad oggi, i consiglieri al Comune di Catania hanno già percepito gli stipendi di aprile. Cosa c’è di strano? Riecheggiano le parole scritte in una nota divulgata dall’Amt pochi giorni fa: “Al fine di dare corso al pagamento della retribuzione in oggetto (aprile 2016 ndr.), si è in attesa di apposito trasferimento di fondi da parte del Comune di Catania. Non appena sarà nota la valuta delle somme provenienti dal Comune, verrà comunicata la data di liquidazione della paga”. Ma se il Comune ha pagato i consiglieri, perché non si procede a retribuire i dipendenti della partecipata, come concordato?

E la memoria va all’ultima campagna elettorale, quando proprio Enzo Bianco (poi divenuto sindaco) promise un cambio di rotta per l’Amt, definendo la situazione come qualcosa da “far piangere il cuore”. Evidentemente qualcosa è cambiato nel corso degli anni, fino ad arrivare alla giornata di sabato: data dell’incontro tra il primo cittadino etneo e il presidente del consiglio, Matteo Renzi, per la firma del “Patto per Catania”. “Ci si aspettava un intervento nel patto, e invece non vi è alcuna traccia della situazione relativa alla società partecipata del Comune”, dichiarano i responsabili della Fast-Confsal, Giovanni Lo Schiavo e Giuseppe Cottone.

“Questo mese il direttore dell’Amt non ha adottato la flessibilità, come invece previsto, non pagando quindi regolarmente le ore di straordinario”, aggiungono. Nel prospetto dello stipendio non ancora retribuito, infatti, i dipendenti hanno trovato somme inferiori a quanto stabilito dall’orario di lavoro svolto. “Inoltre, la società deve ancora la seconda trance dei 200€ previsti dal contratto nazionale, rimandando il pagamento di mese in mese”, proseguono. Altra questione quella legata al conto terzi, con ritenute trattenute a monte e non versate agli istituti finanziari e ai fondi di previdenza (Priamo, Andsai e Inps), ma non solo: “Abbiamo chiesto e ottenuto l’intervento degli ispettori del lavoro per la mancata applicazione della flessibilità. E in tutto questo le istituzioni e la politica, sia comunale che regionale, restano indifferenti: siamo pronti a stabilire un presidio permanente. Lungaro ha fallito: adesso deve dimettersi”, continuano i responsabili.

Stanchi i lavoratori dell’Amt, costretti a vivere situazioni paradossali: “Vogliono fare la spending review sui dipendenti: ormai il nostro lavoro è rappresentato da straordinari obbligatori. Il Trasporto Pubblico Locale è stato ridotto ai minimi termini: perché spendere soldi in progetti che possono essere attuati in un secondo momento, come ad esempio la realizzazione della pista ciclabile? Non ci sono più vetture in giro ed è assurdo per una Città Metropolitana essere senza un TPL all’avanguardia”, affermano. Uno dei temi maggiormente affrontati durante il sit-in, infatti, è quello relativo alla nuova pista ciclabile: “Hanno preferito la pista alla riparazione dei danni sulla linea veloce Brt (cordoli rotti, buche in strada e un tratto di via Passo Gravina inutilizzabile): perché? E’ una situazione insostenibile”, dichiarano. Ma dall’alto ancora nessuna risposta, in attesa di un cambio di rotta prende sempre più i caratteri di un miraggio.

Antonio Torrisi

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