CASTELLAMARE DEL GOLFO – Riapprovato il contratto d’appalto per il secondo stralcio di completamento dei lavori al porto. I lavori, finanziati con circa quindici milioni di euro, saranno effettuati dall’associazione temporanea d’imprese Sics.

«Per i lavori di questo secondo lotto dovremmo essere in fase di partenza– afferma il sindaco Nicolò Coppola-. Il dirigente dell’assessorato regionale delle Infrastrutture, l’architetto Carmen Lo Cascio, ha comunicato a me ed al rup, l’architetto Gaspare Motisi dell’ufficio del genio Civile di Trapani, e alle ditte che avvieranno i lavori, l’associazione temporanea Sics, che la Regione ha provveduto a riapprovare il contratto d’appalto dei lavori di completamento del porto. Il precedente decreto del 30 giugno 2015, ha fatto presente il funzionario regionale, era stato gravato da un rilievo della Corte dei Conti. Adesso il contratto d’appalto, in data 29 aprile 2016, è stato riapprovato e sarà registrato alla Corte dei Conti, che nello scorso anno aveva chiesto integrazioni. Si tratta di una buona notizia: ci rassicura sull’avvio di questo secondo stralcio di lavori. Per quanto riguarda invece la messa in sicurezza e la ripresa dei lavori del primo lotto -prosegue il sindaco Nicolò Coppola- si continua a lavorare nel tentativo di trovare una soluzione con l’impresa per cercare di salvaguardare quanto già realizzato. Come ho già fatto presente, se non si troverà una soluzione probabilmente si dovrà procedere con un nuovo appalto. Speriamo che si pervenga ad una soluzione condivisa nell’interesse della città che ha già subito troppi danni per questa vicenda. Ricordo anche che –conclude il sindaco Nicolò Coppola- ci siamo costituiti parte civile nel procedimento penale che riguarda 4 persone indagate per i lavori al porto perché la vicenda ha creato un danno economico e di immagine ingentissimo: il cantiere è fermo da anni con danni ai lavori realizzati e serie difficoltà per la ripresa».

Il primo stralcio di lavori che riguarda la messa in sicurezza del porto è stato  finanziato per un importo di oltre ventiquattro milioni di euro. Nel 2010 i lavori sono stati fermati per il sequestro del cantiere per l’ipotesi di reato di utilizzo di cemento impoverito. Nel 2013 la Procura della Repubblica ha disposto il dissequestro e la restituzione delle aree, ma i lavori non sono mai ripresi.

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