di Carmelinda Comandatore

 

Palermo – Si è svolta nei giorni scorsi, a Palazzo dei Normanni, la conferenza dei capigruppo, per discutere dell’ultimo ostacolo che il governo nazionale aveva posto sulla legge dei liberi consorzi e le città metropolitane, accettando la regola nazionale che fa coincidere il sindaco della città metropolitana con i sindaci di Messina, Catania e Palermo.

La discussione è approdata alla conferenza dei capigruppo dopo la bocciatura della prima commissione, che ha ritenuto che non bastasse la volontà popolare di cambiare provincia, ma che fosse necessario disporre del quadro completo dei debiti e del personale, che andrebbero caricati sulla città metropolitana, mettendo a serio rischio l’esistenza di Caltanissetta ed Enna.

Come fa notare il comitato Gelensis, in realtà, questo tipo di valutazione era già rimessa dalla stessa legge, che è stata bocciata, ad un tavolo istituzionale da far partire al momento della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e che vedeva seduti contemporaneamente le città di Gela, Niscemi e Piazza Armerina con la città metropolitana di Catania e il libero consorzio di Caltanissetta.

“Per l’ennesima volta, – afferma Liliana Bellardita, portavoce del comitato Gelensis – si è vista frustrata la volontà popolare e la Regione ha dovuto piegarsi ai dettami governativi sotto la minaccia di un ulteriore ritardo di quelle risorse economiche necessarie agli enti intermedi siciliani. Dal tentativo di prima approvazione della legge regionale sui liberi consorzi ad oggi abbiamo assistito ad un ridicolo gioco di forza fra politica regionale e nazionale, quest’ultima chiamata in causa da alcuni sindaci che pretendevano di godere degli stessi poteri dei colleghi del continente”.

“Proporremo al sindaco di Gela – continua Bellardita – di mettere in campo ogni iniziativa, che possa difendere la volontà popolare della comunità gelese e alla politica regionale di riportare il parametro demografico, necessario per la formazione di nuovi liberi consorzi, a 150.000 abitanti, così come era nella prima stesura della legge. Ma già pronostichiamo la risposta”.

Dello stesso avviso anche gli altri Comitati Cittadini di Gela, Niscemi e Piazza Armerina, che hanno definito “assurda e ingiustificata” la scelta di bocciare i Ddl contenenti le variazioni territoriali dei Liberi Consorzi.

Non si è fatta attendere neanche la dura presa di posizione del sindaco di Gela, Domenico Messinese, che ha parlato di “agguato mortale alla democrazia partecipata. Lo strappo tra certa deputazione regionale e cittadini – sottolinea Messinese – è ormai evidente. Non ci arrenderemo neanche davanti a questa scelta scandalosa e chiederemo conto a chi ha responsabilità dirette o implicite”.

 

Carmelinda Comandatore

 

 

 

 

 

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