ACIREALE – E’ stata una due giorni proficua quella organizzata dal Lions Club Acireale, in occasione del festeggiamento pubblico dei primi cinquant’anni di attività sociale. Lo scorso weekend il club service presieduto da Rosario Faraci ha allestito al Palazzo di Città un contenitore di eventi culturali cui ha dato il titolo “Acireale, tra mito e realtà” in cui, col fattivo contributo di molti soci, sono stati organizzati diversi momenti di retrospettiva su ciò che il Lions ha fatto negli ultimi cinquant’anni (Giusy Cavallaro e Rosario Musmeci), sulle iniziative del Leo Club in questo anno sociale (Aurora Cristaudo), sulle immagini più belle dei luoghi di Acireale (Michele Alì), sui progetti del Lions sottoposti all’attenzione delle istituzioni pubbliche e del Comune (Vito Messina), sul mito di Aci e Galatea (Salvatore Pennisi) e sul giudizio che i grandi viaggiatori stranieri hanno dato, con descrizioni ed immagini, della Città (Francesco Calì).

Di tutti gli eventi intervallati dalle poesie musicate di Gesuele Sciacca e del suo gruppo, quello più atteso è stato l’incontro pubblico con il Sindaco Roberto Barbagallo, il presidente del Consiglio Comunale Rosario Raneri e l’ambasciatore Ray Bondin, delegato permanente dell’Unesco a Malta, appositamente invitato dal Lions in occasione dei cinquant’anni. L’incontro in sala consiliare, svoltosi alla presenza di un folto pubblico, è stato preceduto da una “lectio” del geologo Giuseppe Filetti sulle caratteristiche geomorfologiche della Timpa col suo patrimonio genetico dell’Etna che è servita ad introdurre all’illustre ospite internazionale la proposta avanzata dal Lions Club di Acireale: riavviare quanto prima le interlocuzioni con l’Unesco per valutare una candidatura del paesaggio naturalistico della Timpa e della Gazzena a patrimonio mondiale dell’Umanità. Acireale alcuni anni fa ha perduto per ben due volte l’occasione di entrare nell’Unesco per il suo barocco.

Adesso ha l’opportunità per dare visibilità e prestigio al suo territorio ambientale che, come raccontato dal geologo Filetti e constatato dallo stesso ambasciatore Bondin in occasione di una passeggiata sulle Chiazzette e la visita alla Fortezza del Tocco, ha tutte le caratteristiche di “paesaggio culturale” in cui storia, tradizioni ed opere della natura si intrecciano in una modalità unica ed irripetibile che ovviamente è figlia dell’Etna, un altro patrimonio mondiale dell’umanità riconosciuto due anni fa dall’Unesco. L’ambasciatore ha promesso che ritornerà presto ad Acireale. La prossima volta visiterà la Gazzena, vedrà la Timpa dal mare e sarà accompagnato ad un sopralluogo sul tracciato della vecchia ferrovia. Poi, insieme ai Lions, si incontrerà con le autorità istituzionali cittadine per avviare la prima fase del lungo percorso che, in due anni, se tutto andrà per il verso giusto, potrebbe portare la Città di Acireale ad ottenere l’ambito riconoscimento Unesco, come auspicato dal Sindaco Barbagallo e dal Presidente Raneri che ovviamente si sono messi a disposizione dell’ambasciatore per le rispettive competenze

R.S.

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