CATANIA – Ancora stato di agitazione all’interno dell’Amt di Catania: i dipendenti, ormai in presidio permanente dopo mesi di proteste, non ricevono risposte chiare dall’azienda riguardo una situazione che non fa altro che peggiorare. Alle manifestazioni, infatti, seguono i fatti: i mezzi in circolazione diminuiscono, creando un disservizio che a lungo andare può diventare drammatico.

Le vicende sono ormai note: la società partecipata del Comune di Catania vive uno stato di crisi sia per quanto riguarda la liquidità (con stipendi pagati in ritardo e al 50% e crediti vantati sia nei confronti dell’organo comunale che della Regione), sia per gli orari di lavoro, con la flessibilità non applicata e lavoratori costretti a ricoprire turni “straordinari”, considerati come “ordinari”. Ma non solo: nonostante la mancanza di risorse, l’azienda ha continuato ad assegnare consulenze legali da centinaia di migliaia di euro, mentre le condizioni delle vetture peggiorano, con un aumento dei guasti che, però, non vengono riparati, vista la vendita dei pezzi di ricambio all’asta su internet. E a niente sono serviti gli appelli e gli scioperi: ma il silenzio e l’indifferenza, a volte, valgono più di mille discorsi.

Così nella giornata di ieri i dipendenti, rappresentati dal sindacato Fast-Confsal, hanno indetto un presidio permanente sotto la sede della società, e non hanno intenzione di smettere se non dovessero ricevere risposte concrete. La protesta, però, non è rimasta inascoltata: oggi, delle 130 vetture disponibili, solo 37 hanno svolto il loro servizio (con il piazzale della stazione completamente vuoto, come potete vedere nella foto): e capite bene quanto grave sia per una città (che dovrebbe diventare, un giorno, “Metropolitana”) non avere un trasporto pubblico locale che funzioni regolarmente. Inoltre, sono 17 le linee soppresse: ci troviamo nell’anticamera del caos, ma il sindacato non intende tirarsi indietro.

Proprio questa mattina, poi, era grande l’attesa per la visita in azienda dell’assessore al Bilancio e Finanze, Aziende Partecipate, Patrimonio e Città Metropolitana al Comune di Catania, Giuseppe Girlando, che ha incontrato i vertici dell’azienda per discutere di diverse soluzioni alla crisi. Girlando ha chiesto, infatti, entro la prossima settimana i dati per attuare un possibile piano di rientro: una volta ricevuti ed esaminati, se dovessero esserci spiragli per procedere convocherà in riunione i sindacati. Solo allora la questione verrà presentata alla Regione, dove Baccei cercherà di risolvere una situazione che non può andare avanti, proprio per il rischio già citato di trovarsi con una città paralizzata tra le mani. Nonostante questo, la Fast-Confsal ha comunicato che la protesta continuerà: i nuvoloni si diradano o è ancora presto per dirlo?

Antonio Torrisi

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