È stato proclamato questa mattina, dalla Ugl di Catania, lo stato di agitazione degli operatori dei servizi ausiliari dell’ospedale Cannizzaro di Catania. A creare profonda inquietudine, tra gli addetti assunti da due imprese aggiudicatarie dell’appalto oggi in scadenza, è il nuovo bando di gara pubblicato lo scorso mese di febbraio e già modificato più di una volta dalla stazione appaltante. “Nonostante in un precedente colloquio il manager dell’azienda ospedaliera Cannizzaro, Angelo Pellicanò, assicurava alla nostra organizzazione sindacale che il contratto collettivo nazionale del lavoro da applicare con la nuova aggiudicazione sarebbe stato quello attualmente in vigore, abbiamo potuto constatare come allo stato corrente il quadro è totalmente mutato. L’ultima versione del disciplinare di gara, risalente a non molte settimane fa, ha incrementato sensibilmente la nostra preoccupazione poiché nel testo non è specificata la tipologia di contratto che la nuova impresa aggiudicataria sarà chiamata ad utilizzare per il personale che transiterà – affermano il segretario generale territoriale Giovanni Musumeci ed il segretario della federazione “Sanità” Carmelo Urzì – senza considerare che nel bando, di importo pari a oltre 59 milioni di euro, è prevista l’aggiudicazione con il ribasso economico.” Una preoccupazione, quella condivisa anche con il responsabile di comparto Giorgio Pizzati ed il responsabile sindacale aziendale Antonino Neri, che è stata già espressa con una nota inviata lo scorso 29 aprile al direttore generale Pellicanò e per conoscenza al prefetto di Catania Maria Guia Federico ed all’assessore regionale della salute Baldo Gucciardi. Nella lettera, infatti, i sindacalisti della Ugl evidenziavano soprattutto come la mancanza di chiarezza nello stesso disciplinare potrebbe compromettere l’applicazione del contratto collettivo in atto che sancisce le qualifiche ed i livelli dei vari operatori. “Adesso il rischio reale è quello di tornare indietro – aggiungono Pizzati e Neri – poiché la mancata attuazione del contratto “Uneba” andrebbe a vanificare la lunga stagione di rivendicazioni sindacali aperte già alcuni anni addietro, proprio per la medesima questione, e risolti grazie all’intervento dell’allora prefetto catanese. Con la missiva avevamo anche chiesto di essere ricevuti nuovamente dal direttore per poter esporre il problema, ma con grande rammarico abbiamo dovuto rilevare che ad oggi nessun riscontro è pervenuto. Per questo motivo – concludono gli esponenti della Ugl – inviando una nota di sollecito abbiamo contestualmente indetto la proclamazione dello stato di agitazione. L’auspicio è che in tempi rapidi venga ascoltato il nostro grido di allarme a tutela degli oltre 300 lavoratori impiegati nei servizi ospedalieri del Cannizzaro.”

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