CATANIA – Continua lo stato di agitazione degli operatori dei servizi ausiliari dell’ospedale Cannizzaro, proclamato lo scorso venerdì dalla Ugl di Catania. Motivo dell’inquietudine che sta serpeggiando tra gli oltre 300 lavoratori, attualmente contrattualizzati da due ditte private aggiudicatarie dell’appalto oggi in scadenza, è il bando di gara per il rinnovo dello stesso.

Un testo pubblicato lo scorso mese di febbraio, ma successivamente modificato più volte dopo una serie di ripensamenti da parte della stazione appaltante. Pomo della discordia è il contratto da applicare ai dipendenti, così come spiegano dalla Ugl il segretario generale territoriale Giovanni Musumeci ed il segretario della federazione “Sanità” Carmelo Urzì: “Su questa vicenda, quella del direttore generale del nosocomio sembra la marcia del gambero. L’ultima versione del bando, infatti, ci riporta indietro nel 2013 quando abbiamo dovuto avviare una dura battaglia per il riconoscimento, a livello aziendale, del contratto di settore Uneba che garantisce dignità agli operatori in quanto ne definisce qualifica e funzioni. Oggi, invece, il recente testo emanato qualche giorno prima dell’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti, non solo lascia libera interpretazione su quale tipologia di contratto la ditta aggiudicataria dovrà applicare ai suoi impiegati, ma oltretutto si basa sul massimo ribasso rispetto ad una paga oraria che è di gran lunga inferiore a quella prevista dal contratto Uneba”.

“Tutto ciò ci preoccupa particolarmente, poiché il serio rischio è quello di consegnare alla nuova ditta appaltante la possibilità di dar corso all’attuazione di una diversa tipologia di contratti, come ad esempio quello “Multiservizi” che andrebbe a dequalificare il personale – aggiungono Musumeci e Urzì. Non dimentichiamo che questi operatori stanno continuando a sopperire la carenza di personale qualificato che è ormai cronica nell’ambito del Cannizzaro, svolgendo attività socio-assistenziali non presenti all’interno della pianta organica dell’ospedale catanese. Mentre monta, dunque, il nervosismo degli operatori che vedono grande incertezza nel loro futuro, la direzione generale dell’azienda ospedaliera continua ad ignorare, forse per mancanza di risposte concrete, la richiesta ed il sollecito di incontro urgente che abbiamo inviato allo scopo di esporre le nostre ragioni.”

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