CATANIA – Attese anche di un’ora alle fermate, lezioni saltate ed esami da spostare. Tutto perché a Catania non esiste più un servizio di trasporto pubblico adeguato. Un problema che colpisce l’intera cittadinanza ma soprattutto le decine di migliaia di studenti universitari pendolari e fuori sede.

Ragazzi che ogni mattina arrivano alla stazione di Catania o in piazza Borsellino, provenienti dai paesi dell’hinterland etneo, e che cominciano un calvario anche lungo quasi mezza giornata per raggiungere la proprio facoltà.

Erio Buceti, consigliere della circoscrizione di “San Giovanni Galermo- Cibali-Trappeto Nord” ha raccolto le innumerevoli segnalazioni provenienti dagli studenti che frequentano sia la vicina Cittadella Universitaria, che la Facoltà di Agraria: “ragazzi che raccontano di attese interminabili alle fermate dove spesso manca la pensilina e bisogna stare ai bordi della strada, rischiando di essere investiti, sotto il sole o il maltempo. Non solo, con i pochissimi mezzi in circolazione, appena un autobus si ferma comincia una “lotta” per trovare un posto libero, sia in piedi che seduti, che ha il solo effetto di riempire il mezzo fino all’inverosimile. Nessuno punta il dito contro il personale dell’azienda metropolitana che fa il proprio dovere pur con i gravi ritardi nel pagamento degli stipendi ma è innegabile che in questa situazione ad essere maggiormente colpiti sono gli utenti di ogni età e condizioni sociale”.

Un servizio pubblico efficiente dovrebbe avere anche l’effetto di ridurre il numero di auto in circolazione evitando, o almeno riducendo, il numero di macchine nelle principali strade di Catania che, durante le ore di punta, vanno sistematicamente in tilt.

“Che aspetta la Regione ad intervenire? Cosa aspetta il Comune di Catania ad attivarsi in modo serio per salvare l’azienda dal baratro?” – si chiede Buceti.

“Le casse dell’Amt sono quasi completamente prosciugate e continuando di questo andazzo – conclude – gli autobus in circolazione per l’intera città si potranno contare

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