LAMPEDUSA – La U.S.B. ha più volte chiesto alle aziende RTI –ISEDA – SEAP- SEA – ed al Comune di Lampedusa e Linosa il pagamento delle spettanze retributive relative ai mesi di Gennaio – Febbraio – Marzo – Aprile 2016 dei lavoratori ecologici utilizzati presso il sito lavorativo di Lampedusa. Questo sindacato, attraverso i suoi rappresentanti, ha comunicato più volte al  Sindaco di Lampedusa e Linosa il disagio dei lavoratori, ha inoltre segnalato più volte agli assessorati regionali competenti il mancato pagamento delle spettanze. Ha inoltre comunicato alla Prefettura di Agrigento la volontà di incontrare le aziende ed il comune di Lampedusa e Linosa al fine di trovare una intesa. A distanza di due scioperi proclamati il 04 e il 23 Aprile 2016, le risposte del Comune sono sempre le stesse: “mancato mantenimento degli impegni che queste – RTI –ISEDA – SEAP- SEA – avrebbero preso alla presenza del prefetto di Agrigento nell’ottobre 2015. Rti Iseda aveva garantito l’erogazione dei salari con la formula 1+1″.

“Una assurda equazione che tiene sul filo di lana i lavoratori. A Lampedusa tutto tace, anche le tasche dei lavoratori. Tutto tace, tranne il “silenzioso fragore” con il quale il sindaco di Lampedusa ha voluto occuparsi della vertenza. La formula 1+1 è l’unico slogan. Questi sono i motivi dello sciopero di tutto il personale addetto al sito lavorativo di Lampedusa e Linosa il  20 Maggio  2016, per la durata di 48 ore”.

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