“Un cimitero che cade letteralmente a pezzi con tombe danneggiate, lastre di marmo da sostituire e fili scoperti che rappresentano un grosso rischio all’incolumità di parenti ed amici che vanno trovare il proprio caro. Nel camposanto di San Giovanni Galermo sono necessari interventi manutentivi che non possono essere più rinviati”. Il consigliere della IV municipalità Erio Buceti, nel corso dell’ultimo sopralluogo, in seguito alle segnalazioni dei cittadini, ha visionato l’emergenza continua in via della Misericordia con il preciso obiettivo di preparare un elenco di lavori da effettuare nel sito. La struttura, infatti, è oramai insufficiente a soddisfare le esigenze di un quartiere in continua espansione come questo. “Nel corso degli ultimi anni sul cimitero di San Giovanni Galermo si sono fatte solo delle promesse che poi non si sono tramutate in fatti reali. Quanto ancora dovranno aspettare i residenti prima di avere un camposanto degno di questo nome? Eppure parliamo del secondo cimitero di Catania. Il plesso ha un valore storico enorme perchè in esso risiedono l’ossario e una delle confraternite più antiche della città. Purtroppo però la struttura comincia a sentire il peso di una mancanza di interventi e cure che dura da troppo tempo. Circa 3.000 metri quadrati che avrebbero bisogno di un recupero radicale e duraturo. Non c’è un impianto di illuminazione adeguato e nei pomeriggi invernali il cimitero piomba quasi nella più completa oscurità. L’unica illuminazione decente proviene dalla vicina via della Misericordia. Un palo della luce in loco è ormai in disuso, pericolante, con i fili pericolosamente alla portata di tutti. In passato i lavori di riqualificazione sono stati inseriti all’interno del nuovo piano regolatore. Il progetto prevede l’allargamento della struttura a Nord e ad Ovest dove i terreni confinanti sono già soggetti a vincoli cimiteriali fino a 200 metri. Che fine hanno fatto queste carte? Probabilmente rimangono chiuse in qualche cassetto di qualche ufficio comunale mentre il cimitero cade letteralmente a pezzi”.

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