SAN FRATELLO (ME) – Due persone hanno sparato nella notte del 17 maggio, intorno all’una, contro l’auto del presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. E’ accaduto lungo la strada statale che collega San Fratello a Cesarò, nel Messinese. Il poliziotto della scorta ha risposto al fuoco mettendo in fuga i due.

Il presidente del parco è rimasto illeso grazie all’auto blindata e alla pronta reazione degli agenti di scorta. Attestati di solidarietà e indicazioni sono arrivate in queste ore da più parti politiche.

“Considero l’agguato con cui alcuni sicari hanno tentato di uccidere il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, un atto di guerra, una sfida allo Stato. Antoci non è solo. Se è guerra, pertanto, guerra sia. Siamo pronti a combatterla tutti insieme. I mafiosi sappiano che non avranno tregua”. Lo ha affermato il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia, che si è recato in Sicilia per stare vicino ad Antoci.

Attestati di solidarietà e indicazioni sono arrivate in queste ore da più parti politiche, come dal presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, Teodoro Lamonica, che ha dichiarato: “Esprimiamo sdegno per il vile atto del quale è stato vittima il presidente Antoci. Un agguato mafioso inaccettabile, che però dimostra come la strada dell’intransigenza e della legalità scelta da Antoci sin dal suo insediamento sia quella giusta. Gli iscritti dell’ANPI gli sono accanto e lo invitano a proseguire nel percorso intrapreso”.

Ha espresso la sua solidarietà anche Rosa Giovanna Castagna presidente regionale della CIA Sicilia, che ha affermato: “Il vile agguato è stato perpetrato ai danni di un uomo – continua Castagna – che è da sempre in prima linea per la difesa della legalità in un territorio ancora fortemente complesso nella gestione trasparente del tessuto economico ed imprenditoriale e sono sicura che anche questa volta i criminali non riusciranno a farlo arretrare di un millimetro”. “I terreni – continua Castagna – devono essere occasione di uno sviluppo autopropulsivo del territorio per creare nuova occupazione, soprattutto per i giovani onesti, alimentando un’imprenditoria sana, affinché i contributi europei, ad essi collegati, possano concretamente incidere positivamente sul tessuto socioeconomico della nostra regione”. “Ancora una volta purtroppo ci troviamo ad esprimere solidarietà a tutti coloro che subiscono la prepotenza e l’arroganza della criminalità mafiosa solo perché fanno fino in fondo il proprio dovere  – sottolinea Castagna  –”.  “Auspico che siano rafforzate le misure di sicurezza a favore di Antoci essendo sicura che non sarà da solo a combattere questa battaglia per l’affermazione della legalità e che la Cia Sicilia sarà sempre al suo fianco nella difesa di questo valore. Invito la Presidente della Commissione nazionale Antimafia Rosy Bindi – conclude Castagna – ad attivare al più presto tutte le possibili iniziative politiche ed istituzionali necessarie ad affrontare il sempre più dilagante e complesso fenomeno delle intimidazioni nella nostra regione”.

Parole forti arrivano da Ignazio Corrao. L’europarlamentare dei Cinque Stelle ricorda che lo scorso autunno aveva già denunciato alla Commissione Europea che in Sicilia i fondi europei destinati all’agricoltura siano gestiti dalla mafia. “Quando ho portato a conoscenza del Parlamento Europeo il fatto che la mafia in Sicilia gestisca i fondi europei, si è sollevato forte un coro di preoccupazione da parte dei media stranieri e dei rappresentanti degli stati membri. L’Italia invece ha dato solo risposte flebili grazie ad una politica tesa il più delle volte a delegittimare il ruolo della magistratura. Altro nodo fondamentale sono le scarsissime risorse destinate alle forze dell’ordine, costrette a fare i salti mortali per presidiare il territorio causa scarso numero di uomini e mezzi. Il delicato Ministero retto dal siciliano Angelino Alfano, tenda a fornire più auto a Polizia e Carabinieri che auto blu. Ad Antoci, alle donne e gli uomini che si sono visti scippare terreni a propria insaputa talvolta con la connivenza di personaggi noti, vanno oltre che la solidarietà del gruppo M5S in Europa, anche l’assoluta garanzia del fatto che sebbene da forza di opposizione, stiamo facendo il possibile per mettere pressione politica e istituzionale sulla maggioranza a tutti i livelli, regionale, nazionale ed europeo. La questione mafia e agricoltura – conclude Corrao – è tutt’altro che chiusa e come ho già detto, la criminalità è passata dalla lupara alla giacca e cravatta, salvo poi tornare a farsi sentire a suon di proiettili quando vengono scalfiti gli interessi illeciti, come successo nella notte per l’ennesima volta al presidente Antoci”.

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