Kevin Cafà

ACIREALE – Una catena che non sembra avere fine quella della malasanità in Sicilia. Antonino Gulisano è morto mentre aspettava che nel pronto soccorso dell’ospedale di Santa Venera Acireale gli venisse fatto un elettrocardiogramma, quello che gli avrebbero dovuto fare in ambulanza se il mezzo fosse stato dotato dell’apposito apparecchio.

Antonino Gulisano si trovava nella sua abitazione a Riposto, un piccolo comune della provincia di Catania, quando un malore acuto e improvviso lo colpisce. Il fratello Sebastiano ha chiamato il 118 e dopo pochi minuti è arrivata l’ambulanza. I paramedici hanno capito che si trattava di un infarto. Una volta arrivati nella struttura ospedaliera l’attesa si fa snervante, poiché nelle ore ogni tanto era passato qualcuno a misurargli la pressione e se n’era andato via senza fornire alcun segnale alla famiglia che inerme attendeva in sala. Il fratello di Antonino era rimasto a casa insieme ad un operaio che stava svolgendo dei lavori, ma si sentiva tranquillizzato dall’intervento stranamente tempestivo dell’ambulanza.

Ma dopo due ore, non avendo ricevuto notizie dalla famiglia, Sebastiano ha chiamato suo fratello per sapere se c’erano novità.

Purtroppo Antonino è morto. E’ morto mentre i medici cercavano di tranquillizzare i parenti, descrivendo il malore come un attacco epilettico. “Mio fratello si chiamava Antonino, e fra due giorni avrebbe compiuto 48 anni”. Cosi ha commentato il fratello Sebastiano.

La denuncia al Tribunale del malato decisa dal fratello, rappresenta una sorta di atto da dedicare al povero Antonino, ma soprattutto – dice Sebastiano – “per impedire che una cosa del genere non possa ripetersi. Mai più”. In attesa che tutti i parenti optino per l’autopsia, i carabinieri hanno identificato tutti i medici e paramedici presenti nel pronto soccorso durante il mancato soccorso di Antonino Gulisano.

“Viviamo in un paese che pretende di essere civile e che inserisce nella propria Costituzione il diritto alla salute e poi lo nega in questo modo osceno. Non siamo più cittadini, ma numeri, percentuali”. Le parole di Sebastiano sono quelle di chi avrebbe dovuto festeggiare fra due giorni il compleanno del fratello, ma invece si ritrova a dover fare i conti con l’ennesimo caso di malasanità in Sicilia.

 

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