Alle pendici dell’Etna il connubio tra arte e sapori sfoglia il suo quarto capitolo, nella Tenuta San Michele, via Zafferana 13, sarà presentato, sabato 21 maggio, alle ore 19.30, nelle Cantine Murgo, il quarto appuntamento del progetto culturale: Kyklops – Vedere l’interoGirotondo” di Giovanna Vinciguerra.


Inoltre durante l’inaugurazione verrà presentato il catalogo del progetto, il prodotto di un percorso ambizioso che vede i suoi protagonisti relazionarsi con un territorio che offre loro ispirazione e colore, la dimostrazione di quanto sia importante ricercare in ciò che da sempre ci circonda il giusto equilibrio e la visione adatta per guardare oltre.

L’incontro sarà presieduto dall’ideatore Enzo Tomasello, Vincenzo Cutuli, direttore tecnico, dalla curatrice Daniela Vasta e da Pietro Scammacca del Murgo.

«Kyklops – Vedere l’intero» è una rassegna di arte contemporanea che si snoda imitando la ‘forma romanzo’, con una ‘Introduzione’ – mostra collettiva legata al territorio prossimo – uno svolgimento – mostre personali, come capitoli del testo, a cui lo stesso artista dà il titolo – non a caso, quando parliamo di impostare una mostra personale o collettiva, diciamo di ‘impaginare’ una mostra. Quadro e libro. Questi due riferimenti, che sembrano superati, servono ancora a dare il senso della posizione da cui osservare in modo ‘glocal’, un progetto che nasce da un’idea di Enzo Tomasello e curato da Daniela Vasta.

Protagonista di questo quarto capitolo sarà l’artista Giovanna Vinciguerra, diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Catania e l’Accademia di Belle Arti di Madrid.
Ha lavorato a Yambol in Bulgaria.Ha, lavorato nel Restauro e Conservazione dei Beni Culturali a Lisbona.
Attualmente è docente di Videoscultura all’Accademia di Belle Arti di Catania.

Spaziando dalla pittura, alla scultura, alla fotografia, questa giovane artista ama esplorare le potenzialità espressive dei materiali, quasi a volerne svelare il codice segreto.
Terracotta, caolino, laminato, ferro, gesso: ora lasciati nella loro nudità, ora manipolati e trasformati, ora infine ricomposti in assemblaggi inediti ed evocativi, i materiali diventano un alfabeto ricco di sonorità e di spunti sensoriali.
Anche l’immagine foto- grafica viene sottoposta a una rielaborazione o, “reagendo” con altri materiali, ricerca un effetto di détournement, produce un cortocircuito significante-significato che resta aperto e sospeso. Sembrano polarità inconciliabili le rigorose geometrie di Trittico e Storniolo e le cromie calde e golose di Banizza: eppure sono scampoli entrambi di uno stesso alfabeto, volto a tradurre in immagini e oggetti un’attitudine indagatoria e uno sperimentalismo materico nei quali, in ultima analisi, non è forse assente un accento ludico e dada.

La mostra sarà visitabile – su prenotazione – fino al 18 giugno.

I prossimi incontri:

19 giugno -Alfio Pappalardo
24 luglio -Nicola Zappalà
21 agosto – Natale Platania
18 settembre -Enzo Salanitro
23 ottobre -Leopoldo Mazzoleni
20 novembre– Bracchitta

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