di Katya Maugeri

La Sicilia terra di tradizioni, di storia e cultura, immersa in meraviglie che non conoscono tempo, ma oppressa ancora oggi da luoghi comuni difficili da estirpare, stereotipi legati ad una piaga sociale, quale la mafia. E c’è chi da questi stereotipi decide di scrivere un saggio indicando quanto – sul piano televisione e cinematografico – esista un messaggio falsato, quasi una caricatura di quelli che sono le dinamiche e le origini della Mafia. Si tratta del secondo lavoro del giornalista Cirino Cristaldi, “La mafia e i suoi stereotipi televisivi” edito da Bonfirraro Editore, presentato ieri alle Ciminiere, nella sala Assostampa, E7. Erano presenti, insieme all’autore, il segretario provinciale Assostampa, Daniele Lo Porto, l’editore Salvo Bonfirarro e il regista Elio Sofia.
La casa editrice Bonfirraro ha festeggiato i suoi trent’anni di attività editoriale al Salone del Libro, ottenendo un grande successo per l’incontro dedicato alla scrittura al femminile.

Una presentazione interessante, quella di ieri, sugli effetti dannosi causati dalla deleteria propaganda di una “mafia televisiva”, molto spesso figlia di prodotti non professionali ma legati ad interessi economici che lasciano emergere aspetti negativi e amplificati della figura del mafioso, come ad esempio “L’Onore e il Rispetto”, “Squadra Antimafia” e dai quali scaturiscono processi pericolosi, come l’immedesimazione a figure diseducative, sembra quasi sia emersa e divulgata l’immagine di una Sicilia antica, legata più al folklore che alla realtà.

copertina“Il mio saggio parte appunto da questa visione stereotipata della Trinacria, raccontando la sua evoluzione attraverso immagini e storie spesso ispirate a tragici eventi di cronaca”, dichiara Cristaldi che parlando di un esempio ben diverso di produzioni afferma, “Un prodotto differente ed educativo, invece, è rappresentato dai film che documentano e raccontano la mafia, senza specularne, come ad esempio il lavoro cinematografico di Pif, “La mafia uccide solo d’estate”, “L’esempio del giusto equilibrio, il nuovo Forrest Gump siciliano” afferma Elio Sofia, o dalle fiction come Don Matteo, o Montalbano che nel tempo sono riusciti ad incrementare persino il turismo cinematografico proponendo al pubblico luoghi reali e personaggi ai quali legarsi.

“Il cinema è l’arte di dipingere con la luce, e noi siciliani abbiamo la luce più bella, solo che le produzioni che decidono di investire decidono altri territori”, dichiara il regista Elio Sofia sottolineando l’importanza di porre ai ragazzi dei filtri ed educarli, spiegando loro cos’è davvero la mafia, allontanandoli sicuramente dall’idea e dal modello negativo proposto da produzioni scadenti.

Un libro interessante, che induce alla riflessione sul linguaggio utilizzato dai media e dalle grandi case di produzioni televisive che molto spesso scelgono la via più semplice perché come afferma lo stesso autore “la mafia in tv fa audience”. Un dibattito che ha reso omaggio a grandi opere cinematografiche e televisive come il capolavoro di Coppola, “Il Padrino”, “C’era una volta in America” di Sergio Leone e “La piovra”.
È importante informare la gente che la Sicilia non è esattamente come ci viene propinata dai canali mediatici, siamo stanchi delle etichette, amo la mia terra e non ci sto!” conclude così l’incontro l’autore di un saggio che andrebbe sicuramente proposto ai giovani studenti, per allontanarli dai luoghi comuni e avvicinarli all’informazione, quella vera.

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A proposito dell'autore

Katya Maugeri

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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