CATANIA – È destinato a 15 allievi tra ipovedenti e non vedenti, di età compresa tra 18 e 35 anni, il progetto “A”, presentato nella sede dell’istituto “Ardizzone Gioeni” e curato dalla dott.ssa Antonella Grillo. L’iniziativa è stata presentata nel corso di un incontro al quale sono intervenuti il dott. Giampiero Panvini, commissario straordinario dell’istituto “Ardizzone Gioeni”, la dott.ssa Linda Legname, commissario regionale e membro della direzione nazionale dell’Unione italiana ciechi, e il prof. Gaetano Minincleri, vice-commissario regionale e membro del consiglio di amministrazione dell’Istituto di ricerca, formazione e riabilitazione (Irifor) dell’Unione italiana ciechi. Tanto la dott.ssa Legname che il prof. Minincleri hanno avuto parole di elogio nei confronti del commissario Panvini per il processo di rilancio avviato all’istituto “Ardizzone Gioeni”, capace di ottenere già subito ottimi frutti. Un’azione energica, apprezzata a più livelli, che mira a far sì che “i ciechi possano riappropriarsi dell’istituto”. Un concetto, questo, espresso in maniera univoca sia dal commissario Panvini che dai vertici dell’Unione italiana ciechi. “Il mio auspicio – ha osservato il dott. Panvini – è che le due istituzioni possano agire in perfetta sinergia, nella consapevolezza del ruolo che rappresenta l’istituto “Ardizzone Gioeni” sul fronte dell’accoglienza, del servizio e della formazione di non vedenti e ipovedenti”. Sulla stessa lunghezza d’onda la dott.ssa Legname ed il prof. Minincleri che, all’unisono, hanno aggiunto: “Questa è una struttura prestigiosa, alla quale si sono formati personalità del calibro di Mario Barbuto e Salvatore Romano, entrambi siciliani, rispettivamente presidente e direttore generale dell’Unione italiana ciechi. Ed è qui che a breve, tra il 10 e l’11 giugno prossimi, avrà luogo l’assemblea regionale dei quadri dirigenti dell’Unione, proprio alla presenza di Barbuto e Romano”. Per nulla casuale, dunque, la scelta dell’istituto “Ardizzone Gioeni” come sede di un progetto di formazione di valenza europea, messo a punto in adesione all’avviso pubblicato dal Dipartimento della gioventù e del Servizio civile nazionale. L’obiettivo, ci vuole poco ad intuirlo, è quello di far sì che non vedenti ed ipovedenti possano aspirare a mansioni che vadano oltre quelle classiche, tipo centralinista. “I nostri ragazzi – ha affermato la dott.ssa Legname – si vogliono specializzare e, sotto questo aspetto, il progetto in questione rappresenta un’opportunità di rilievo”.

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