CATANIA – Le edizioni passate di Etnacomics avevano un grande, fastidioso, contrattempo: gli incontri con gli artisti si svolgevano in due sale, che della sala avevano solo una blanda parvenza, essendo separate dal resto del complesso fieristico piuttosto precariamente. Di conseguenza, principale inconveniente era il noioso brusio dei non interessanti agli eventi, a pochi passi da un ingresso che non frapponeva alcuna inibizione tra la platea affezionata e la folla festante e ciarliera dei cosplayer. La principale novità di questa edizione è l’aver preso seriamente in considerazione la possibilità che chi si siede ad una conferenza voglia in effetti seguirla e non solamente stendere i piedi per una mezz’oretta. Questa felice intuizione ha portato gli organizzatori della sesta edizione della kermesse a spostare le sale Polifemo e Galatea in locali più composti e strutturalmente adeguati ad accogliere tali incontri.

Ieri, giorno dell’inaugurazione, abbiamo avuto modo di saggiare il terreno e apprezzare l’indubbio miglioramento. Così alle dodici, sala Galatea, si è tenuto l’incontro con Jimmy Palmiotti e Amanda Conner, attualmente alle prese con il rilancio della serie dedicata ad Harley Queen, personaggio DC Comics creato da Paul Dini, che esordì come bizzarra fidanzata del Joker nel 1992 nella serie animata nota agli aficionados come Batman Tas e probabilmente modello insuperato per quanto riguarda l’animazione supereroistica. Presto integrata nella continuity principale dei comic-book, ha guadagnato recentemente spazio e popolarità, guadagnandosi anche un ruolo da coprotagonista nell’atteso film Warner Suicide squad.

Disturbati solo marginalmente dalle note di Ai ai ai dei Los Locos, mitica sigla delle prime stagioni della serie Un medico in famiglia, messa a rotazione dal palco adiacente per un improcrastinabile sound-check, Palmiotti, qui nelle vesti di sceneggiatore, e Conner, illustratrice, si sono lungamente intrattenuti ripercorrendo i passi salienti della loro carriera. La Conner inoltre, ha tenuto un piccolo workshop dedicando alla platea una splendida illustrazione della loro eroina con una spumeggiante Etna sullo sfondo.

I due sono solo alcuni dei tanti nomi di respiro internazionale che costituiscono l’ampio carnet di cui la manifestazione quest’anno si può fregiare.

Alle 15, sempre in sala Galatea, abbiamo avuto modo di vedere dal vivo Bruno Enna e Giulio Rincione, nell’incontro “Un caffè con Bonelli”.

Bruno Enna è uno sceneggiatore affermato, che ha esordito nel 1996. Tra le tante le testate a cui ha collaborato si possono enumerare Topolino e Paperinik New Adventures per Disney Italia e Dylan Dog per la Sergio Bonelli Editore. Ha avuto inoltre la possibilità, nel 2012, di creare e portare in edicola un personaggio di sua creazione, Saguaro, che ha terminato la sua corsa circa tre anni dopo il suo esordio.

Giulio Rincione invece è un giovane disegnatore siciliano, dallo stile spigoloso e oscuro, che in pochissimo tempo si è guadagnato l’ammirazione dei colleghi più anziani e l’attenzione dei lettori della penisola. Qui ha avuto modo di parlare delle sue principali influenze, da Bill Sienkiewicz a Dave McKean e Ashley Wood, per poi anticipare, sempre sulle note dei Los Locos, i suoi prossimi lavori su Dylan Dog color fest e il più immediato numero nove “Orfani: Nuovo Mondo”. Lo stile di Rincione, così atipico per i canoni bonelliani, costituisce vanto e paradigma della nuova era che la casa editrice milanese ha da qualche anno inaugurato.

Nel pomeriggio, Don Alemanno, uno degli autori ormai più legati alla manifestazione, ha presentato la sua nuova opera “Exodus” che con lo strumento della satira affronta l’orrore dei viaggi della speranza.

La kermesse parte con queste soddisfacenti premesse e ci accompagnerà fino a giorno 5.

 

Giovanni Lo Porto

 

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