Daniele Lo Porto

CATANIA – “In relazione alle dichiarazioni del presidente Crocetta, pubblicate sul quotidiano “La Sicilia”, ho dato mandato ai miei avvocati di agire in sede civile e penale a tutela della mia immagine e della mia onorabilità. Invito il presidente Crocetta, se vuole essere coerente fino in fondo, ad andare immediatamente presso la Procura distrettuale di Catania, per denunciare gli “interessi”  di cui parla, che a suo dire riguarderebbero la SAC- Società Aeroporto Catania S.p.A”.
Così, asciutto asciutto, con un comunicato Ivanhoe Lo Bello, uno dei leader nazionali di Confindustria, tirato insistentemente in ballo nella vicenda Sac-Camere di commercio, risponde alle dichiarazioni del governatore siciliano. Crocetta ha dichiarato al quotidiano catanese: “Non si doveva fare una vendita sottobanco delle azioni. Invece ci vuole una bella gara internazionale per la privatizzazione. Fontanarossa (l’aeroporto di Catania, n.d.r.) deve diventare uno degli aeroporti più importanti del Mediterraneo. Naturalmente la gara per Fontanarossa riguarda anche la vendita dell’aeroporto di Comiso. Sull’aeroporto dobbiamo fare un’operazione trasparente – sottolinea Crocetta che ha bloccato l’ingresso in Borsa della SAC, la società di gestione dello scalo etneo -. Se tu hai bisogno di soldi non è che puoi vendere le cose pubbliche con modalità provate”.

Parole che, evidentemente, hanno surriscaldato il clima già teso, tanto da provocare la reazione di Ivanhoe Lo Bello, che per altro è indagato per una indagine giudiziaria collegata al porto di Augusta.

Sulla SAC da anni Confindustria e Confcommercio, cioè Lo Bello e Pietro Agen, l’uomo più importante in Sicilia, ma non solo, dell’organizzazione dei commercianti, sono impegnati in un estenuante braccio di ferro per la conquista della cabina di regia (presidente, consiglio di amministrazione) che viene determinato dai soci, tra queste le Camere di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa, che sono l’ago della bilancia. Non a caso gli enti camerali sono commissariati da tempo e al centro di polemiche politiche, che potrebbero avere risvolti giudiziari, come annunciato dallo stesso Agen pochi giorni fa.

“Riteniamo, innanzitutto, necessario un incontro a breve con i capigruppo del Parlamento regionale Abbiamo chiesto di essere ascoltati dalle Commissioni antimafia, nazionale e regionali, perché riteniamo che ci siano risvolti da approfondire. Ripeteremo la domanda di essere ascoltati dalla Procura della Repubblica di Catania, Siracusa e Ragusa – sottolinea il presidente Agen – e alla Procura generale”.

Aspetti da chiarire anche secondo il parlamentare di Forza Italia, Enzo Giibino, che ha presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, per sapere: “quali orientamenti intenda esprimere, in riferimento a quanto esposto in premessa e, conseguentemente, quali iniziative voglia intraprendere, nell’ambito delle proprie competenze, per fare chiarezza in merito all’improvviso e repentino cambiamento di strategia, relativa al reperimento di risorse finanziarie necessarie, per affrontate il piano d’investimenti per lo sviluppo dell’aeroporto di Catania Fontanarossa; se sia a conoscenza di eventuali pressioni, a tal riguardo, da parte delle istituzioni regionali siciliane e, in caso affermativo, se non ritenga doveroso approfondire quanto accaduto; se non ritenga necessario, visto l’innalzamento dell’aeroporto di Catania al rango di scalo strategico nazionale, procedere ad un celere reperimento di fondi da investire per l’ammodernamento e l’ampliamento dell’infrastruttura; se sia a conoscenza di quanto ammonti la spesa per l’attività preliminare preparatoria della quotazione in borsa – ivi inclusa la selezione del global coordinator – e se non l’abbia ritenuta un inutile esborso di risorse finanziarie”.

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