MESSINA – La tradizione devozionale e storica che Messina conserva per la sua Patrona e perpetua protettrice, la Vergine della Sacra Lettera, legata alla testimonianza della materna presenza di Maria sin dalle radici della nostra fede, trova conferma nell’epiteto di Veloce Ascoltatrice, con cui è venerata, inciso sopra l’icona presente nella Basilica Cattedrale.

Una devozione che i messinesi, nonostante il decreto di posticipo al 4 giugno per la concomitanza liturgica del Sacratissimo Cuore di Gesù hanno manifestato convenendo numerosi al solenne pontificale, presieduto dall’amministratore apostolico, mons. Benigno Luigi Papa, con la partecipazione di numerosi sacerdoti, ministranti e aggregazioni laicali e con la presenza dei vescovi emeriti di Reggio Calabria, Vittorio Mondello (messinese di origine) e Giovanni Marra, che conserva con Messina un legame d’affetto particolare.

La promessa di soddisfare quel desiderio di felicità fatto da Dio a ogni uomo ed espressa attraverso il simbolismo della pagina evangelica delle nozze di Cana, che si realizza per intercessione di Maria, la quale “manifesta a Gesù la nostra povertà spirituale e invita tutti noi all’obbedienza della Parola”, è stato il cuore della riflessione che il presule ha consegnato a tutti i presenti. Il Vangelo della gioia, come dice lo stesso Papa, si manifesta in una continua “sete di felicità presente nel nostro cuore, che può essere soddisfatta soltanto accogliendo con fede la persona di Gesù il quale non cessa di offrire il dono del suo Spirito, come ha fatto Maria, prima beneficiaria della promessa di felicità ricevuta da Dio”.

Nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium Papa Francesco afferma che “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che s’incontrano con Gesù, lasciandosi salvare da Lui per essere liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento”. Questo è il senso vero della misericordia che Maria, Vergine fatta chiesa, nell’espressione “non hanno più vino” raffigura e anticipa riconoscendo – prosegue il vescovo – “la povertà radicale presente nella comunità dei credenti, ferita dal peccato e bisognosa di redenzione per accogliere Gesù”.

La pia tradizione della Sacra Lettera inviata alla citta di Messina dalla Vergine nel 42 d.C. si rinnova ancora una volta, “conformata” all’emergenza di esigenze umane e spirituali per le quali oggi, particolarmente, Messina ne implora aiuto e protezione: “La Madre nostra – afferma mons. Papa – ci invita a non seguire l’atteggiamento di tanti uomini del nostro tempo che, o perché affascinati dalle conquiste scientifiche e tecnologiche, o perché vittime dell’orgoglio umano si lasciano sedurre da un delirio di onnipotenza e ritengono di essere salvatori di se stessi e di non aver bisogno di essere salvati da un Altro distinto da se”. E ancora, mutuando una riflessione di Paolo VI: “Sappiamo che esistono nel mondo gli imprenditori del piacere che, per sete di guadagno riducono la dignità della persona umana a una merce; sappiamo che la società tecnologica è capace di moltiplicare le occasioni di piacere, e del piacere più sofisticato, ma è incapace di comunicare quella gioia di cui l’uomo ha bisogno, che Dio offre gratis a quanti, con semplicità, accolgono con fede Gesù quale loro Salvatore, Maestro e Signore”.

La celebrazione si è conclusa con la tradizionale offerta del cero votivo alla Vergine da parte del Centro interconfraternale diocesano.

Nel pomeriggio, si è svolta la tradizionale processione per le vie del centro del simulacro in argento, opera dello scultore messinese Lio Gangeri alla quale, insieme ai vescovi Papa e Marra, hanno partecipato il capitolo della Basilica Cattedrale, il presbiterio, i diaconi, gli istituti religiosi, il seminario arcivescovile, le confraternite e le aggregazioni laicali della città.

Particolarmente significativa la preghiera che il vescovo ha elevato alla Madonna al rientro del corteo in Duomo implorando, in nome di un amore filiale che i figli messinesi mai cesseranno di dispensare, quella tenerezza di vita necessaria per il recupero della dignità umana che caratterizza i figli di Dio: “Madre Santa vorremmo che la tua benedizione sia portatrice di lavoro per i giovani, di prosperità e di pace per tutti. Aiutaci a fare un buon uso della nostra libertà, esercitandola non in obbedienza agli istinti animaleschi che pure sono presenti nella nostra umanità, né per il raggiungimento a ogni costo di profitti personali a detrimento e violazione dei diritti altrui o a forme sofisticate di prepotenza che colpiscono le persone più deboli e fragili, ma finalizzata a dare un senso cristiano alla nostra vita personale e a procurare una pacifica e dignitosa coesione sociale. Aiutaci inoltre ad impegnarci sempre di più perché ci sia una maggiore giustizia nel mondo, a lavorare per l’inclusione sociale dei poveri, affinchè non siano più discriminati e venga dato loro la possibilità di raggiungere quello sviluppo rispondente alla dignità della persona”.

  1. G.
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