RAGUSA – Un bidello di 53 anni è accusato di aver abusato di una ragazza di 16 anni, migrante non accompagnata, che frequenta una scuola media inferiore di Ragusa. Le richieste dell’uomo, sfociate in violenza, sono state riprese da una telecamera che la polizia ha introdotto nella classe della scuola frequentata dalla minorenne dopo che il comportamento anomalo della ragazza era stato segnalato da un’educatrice del centro che la ospita.”Giungono nei nostri Paesi senza genitori né punti di riferimento. Una condizione di estrema vulnerabilità che le espone a rischi maggiori di violenze, abusi e raggiri” dichiara Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International,che spiega come le migranti, soprattutto se adolescenti, siano a forte rischio non solo durante i cosiddetti viaggi della speranza, ma anche dopo il loro arrivo in Europa, in Sicilia.

Le ragazzine migranti sono ad alto rischio non solo durante il  viaggio (quando spesso finiscono vittime di abusi), ma anche dopo il loro arrivo in Italia. “Amnesty ha più volte denunciato i pericoli a cui le minori stranieri non accompagnate sono esposte – afferma -: violenze, abusi e schiavitù”.

Gli inquirenti hanno ascoltato alcune compagne di scuola, gli insegnanti e gli educatori del centro dove è ospite.Si tratta di violenza sessuale su minore e induzione alla prostituzione minorile.
La perquisizione domiciliare effettuata ha permesso di sequestrare supporti informatici  quali computer, telefoni che saranno analizzati nei prossimi giorni.

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