CATANIA – Sono ripartiti ieri mattina per Boston i ventuno studenti della Northeastern University che, accompagnati dal professore Dirk Libaers e dalla dottoressa Angelica Aquilino, hanno conosciuto per quindici giorni consecutivi l’ecosistema delle start up catanesi, incontrando imprenditori, manager, professionisti, studenti e confrontandosi apertamente con loro sulle traiettorie evolutive delle nuove imprese hi-tech, nate e maturate nel nostro territorio, pronte a crescere sui mercati internazionali nei rispettivi ambiti settoriali.

Sono ripartiti con un po’ di nostalgia, tipico sentimento di chi lascia la Sicilia dopo che se n’è innamorato, perché – nell’ambito dell’originalissimo format didattico “New Venture Lab in Italy” promosso dalla professoressa Giorgia D’Allura dell’Università di Catania e dallo stesso professore Dirk Libaers – gli universitari americani hanno coniugato la conoscenza del territorio e dei luoghi dove matura il fare impresa in Sicilia con l’analisi approfondita e l’incontro in loco con alcune tra le principali realtà dell’hi-tech e delle start up, tra cui ST Microelectronics, l’acceleratore WCap di TIM e le nuove imprese Orange Fiber, Baxenergy, Techlab, Smart Measurement Solutions e Morpheos. Hanno conosciuto e fatto amicizia con i loro colleghi studenti universitari di Catania, partecipando alle iniziative “Fare impresa in Sicilia: dall’idea al business plan” e “Start Up Academy” promosse dalla professoressa D’Allura ad Economia e dal Prof. Rosario Faraci al CAPITT del nostro Ateneo. Si sono invaghiti dell’Etna, di Taormina, di Siracusa, del Mar Jonio dove hanno più volte fatto il bagno. Sognano di tornare a collaborare con la Sicilia quando finiranno i loro studi.

Promuoviamo da tre anni con la Northeastern University con cui abbiamo una convenzione originalissimi format didattici in cui la conoscenza del territorio si sposa con l’analisi delle nostre imprese” – dichiara la professoressa D’Allura, responsabile per l’Università di Catania della collaborazione con la prestigiosa Università americana.

“Per due anni di seguito abbiamo promosso “Dialogue of Civilizations” con il professore Justin Craig per analizzare da vicino il sistema delle imprese familiari siciliane nel catanese, nel nisseno e alle isole Eolie. Quest’anno abbiamo sperimentato il nuovo modello “New Venture in Lab” che, sempre ancorandosi alla conoscenza del territorio, ha consentito ai ragazzi di esplorare l’ecosistema delle start up di Catania. Gli studenti americani, i nostri studenti ad Economia ed Impresa nonchè le aziende sono molto contenti. Ci sono tutte le premesse per ripetere l’iniziativa anche nei prossimi anni”, conclude la giovane docente catanese.

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