Daniele Lo Porto

CATANIA – La conferenza stampa annunciata con un comunicato ufficiale è stata preceduta da rumor che adesso hanno assunto il valore di vere e proprie anticipazioni. Il colpo di scena, se tale ancora si può ormai dichiarare, sarà la presenza di Pietro Lo Monaco al fianco del presidente Davide Franco. Nino Pulvirenti ci sarà solo virtualmente,  perché impedito dai  noti motivi, all’apertura di quello che dovrebbe essere un nuovo ciclo del Calcio Catania, dopo il paradiso della serie A e l’inferno attuale della Lega pro.

La motivazione ufficiale per convocare i giornalisti nella sala conferenze, cioè quella delle grandi occasioni, è l’assemblea dei soci e gli indirizzi politici che ne potrebbe scaturire, in vista della redazione del Piano industriale che determinerà risorse e obiettivi della società rossazzurri. Obiettivi che, è facile immaginare, non possono essere diversi dalla costruzione di una squadra che dovrà correre verso la serie B, dopo una stagione di adattamento e di sofferenza, per la pesante penalizzazione in classifica.

Il ritorno al passato, con Lo Monaco in cabina di regia, se non addirittura con altri e più impegnativi compiti, è anche, indirettamente, la conferma che le presunte cordate o i singoli imprenditori dolciari interessati a rilevare il club etneo, erano solo fuochi di paglia, se non addirittura fuochi fatui.

Pro e contro sul ritorno del “dirigente di ferro” tuttofare (lo abbiamo visto materialmente lavorare a Torre del grifo quando era ancora un cantiere, un cantiere frutto di una intelligente e lungimiranza intuizione, non mancano. Più che ai recenti insuccessi calcistici in giro per l’Italia, anche sulla poco amata sponda palermitana, pensiamo sia utile soffermarsi sulla voglia di riscatto personale, per di più in una piazza che lo amato tantissimo e sopportato altrettanto. Ma Lo Monaco, a differenza del patron Nino Pulvirenti, non ha tracce di retrocessione sulla giacca, né macchie di operazioni spregiudicate sulla cravatta di dirigente. A Catania, nonostante la rottura dolorosa con la sua ritrovata “metà” (lo stesso Pulvirenti), ha lasciato tanti estimatori e ritornare, adesso, da salvatore della patria sarà una grande responsabilità, ma anche un riconoscimento importante per chiudere un capitolo denso di pagine belle, ma anche di qualche episodio meno edificante, tra deferimenti e contenziosi economici. Ma, l’importante, è innanzitutto programmare fin da subito la stagione 2016-17.

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