Daniele Lo Porto

 

CATANIA – Un diluvio con tuoni e fulmini. Non in senso figurato, ma reale. Così e’ iniziata il ritorno di Pietro Lo Monaco al Calcio Catania, ma appena ha iniziato a parlare, in una sala congressi come non era affollata da anni, dopo il  breve prambolo del presidente Davide Franco, e’ tornato se non proprio il sole, quanto meno il cielo terso, questa volta in senso figurato. La  Serie A in 4-5 anni, tanto per cominciare, restituire al Catania e a Catania il ruolo che aveva fino a qualche anno fa.

E poi, non nascondendo spontanea commozione, racconta il suo ritorno a Torre del grifo, il ritrovato abbraccio con Nino Pulvirenti (“fratello minore ritrovato) nell’anniversario della promozione in seria A, il 28 maggio, fratello però che avrebbe volentieri ammazzato, se ne avesse avuto la possibilità.

E poi, guascone e genuino come sempre, Lo Monaco si toglie un macigno dalla scarpa, quando allude all’uomo in canottiera e tatuaggi, Pablo Cosentino, per intenderci. Sarà amministratore delegato, e non anche socio, sottolinea il dirigente di ferro, affiancato nel nuovo consiglio di amministrazione anche dall’avvocato Giuseppe Gitto, con qualche trascorso in aziende pubbliche partecipate e molto vicino, ai tempi, alla politica.  Ad effetto la domanda iniziale di Lo Monaco: “Dove eravamo rimasti?” e la sciarpa rossazzurra non indossata ma stretto nel pugno sul petto. Ecco alcune sue idee dalle quali ripartire. Allenatore giovane, motivato, deciso a sposare il programma ed a scommettersi in un progetto almeno biennale ed a credere nelle potenzialitaì del Catania. Stesso discorso per l’organico dei calciatori. Pochi sono quelli vincolati con un altro anno o due di contratti, ma a qualcuno di questi sara’ chiesto di laciare la maglia rossazzurra, facile pensare al compassato captano Caetano Calil, che in un Catania anima e gambe come gia’ lo immagina Lo Monaco non potrebbe trovare spazio. Quadri tecnici e dirigenziali gia’ definiti: settimana prossima la presentazione ufficiale, poi addirittura la campagna abbonamenti. “Gli oltre 5.000 abbonati dello scaorso torneo sono un patrimonio da difendere e salvaguardare perche’ il Catania e’ dei catanesi”, sottolinea Lo Monaco.

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