MESSINA – Dopo la nomina dei sindaci di Palermo e Catania, Leoluca Orlando e Enzo Bianco, è stato Renato Accorinti, primo cittadino di Messina, ad essere insignito ufficialmente del titolo di sindaco della Città Metropolitana di Messina, durante una sobria ma significativa cerimonia tenutasi nell’aula consiliare di Palazzo dei Leoni, venerdì 10 giugno. Presenti allo storico passaggio del testimone, tra il commissario straordinario Filippo Romano e Accorinti, il presidente della Regione Rosario Crocetta, il presidente dell’ARS Giovanni Ardizzone, i deputati Tommaso Currò, Enzo Garofalo, Nino Germanà, Filippo Panarello, alcuni consiglieri comunali (assente la presidente Emilia Barrile che ha fatto notare di non aver ricevuto alcun invito istituzionale) e gli assessori Cacciola, Signorino, Pino, Ursino e De Cola.

La nascita effettiva della Città Metropolitana non avverrà prima di settembre, allorquando si insedieranno sia l’assemblea che il consiglio metropolitano, fino a quel momento, sindaco e commissario straordinario opereranno in tandem organizzativo.

Ad aprire la cerimonia d’insediamento è stato il commissario Romano che, dopo la consegna della fascia e la firma del verbale, ha consegnato una relazione sui tre anni di gestione dell’ex provincia con l’indicazione di quelle che sono le maggiori criticità dell’Ente di ordine economico: “Il bilancio della Provincia – ha detto – è oggi un bilancio ordinato; adesso ritorna la politica in questo Ente che diventa realtà d’investimento e programmazione”.

Il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, artefice dell’emendamento che ha fatto avvio al progetto dell’Area Integrata, ha fatto un intervento politico e concreto rivolto a quei sindaci che da qui a settembre dovranno far parte di un’assemblea e di un consiglio che dovrà sapere come cambiare la città: “Ringrazio la deputazione messinese che ha fatto sì che Messina diventasse Metropolitana. Le città metropolitane non sono la provincia, non sono un ente che si sovrappone ai Comuni, non hanno il compito di occuparsi delle strade, sono il motore dell’economia europea e il piano strategico è fondamentale. A differenza di Catania e Palermo, noi non siamo sentiti come una comunità, eppure ci sono già ingenti risorse destinate alle città metropolitane, principali interlocutori del governo; basti pensare alle somme per la riqualificazione delle periferie. La potenzialità che ha l’Area dello Stretto sul fronte delle risorse è imperdibile, sta alla nostra intelligenza e al nostro coraggio superare mentalmente il concetto di Provincia. La nostra forza è data dal fatto che siamo 108 e dobbiamo portarlo ai tavoli nazionale e regionale. Messina, anche se non è capoluogo di regione ha ottenuto uno straordinario risultato e da qui dobbiamo iniziare”.

Si è dichiarato soddisfatto anche il governatore Crocetta per il raggiungimento di un traguardo che, senza le prerogative dello Statuto siciliano, sarebbe rimasto irrealizzato: “Messina ha il dovere di difendersi – ha affermato – e tu, Renato sei potestà per legge adesso, che non ti venga in testa di pensare che si possa fare a meno degli altri sindaci”. Il Governatore si è poi soffermato sull’emergenza rifiuti in Sicilia e su quali potrebbero essere le linee da seguire in futuro.

Le prime parole del neo sindaco metropolitano Accorinti, sono state sull’importanza del senso collettivo e della partecipazione ad un progetto concreto: “108 comuni – ha detto – in una sola città. Il Masterplan è stato un approccio, adesso Messina dovrà essere la città dell’accoglienza e ognuno dei comuni dovrà dire quanti migranti potrà accogliere; staremo inoltre accanto alle popolazioni della zona tirrenica che hanno problemi d’inquinamento”.

Il deputato regionale Ncd Nino Germanà, presente alla cerimonia ha così commentato: “Finalmente vediamo concretizzarsi un progetto che da tempo abbiamo atteso, discusso, ragionato. La Città Metropolitana è una straordinaria opportunità per l’intera area dell’ex Provincia di Messina che, come realtà non costituisce capoluogo di regione ma oggi più che mai, entra nella scena da protagonista. Un ringraziamento particolare va riservato al Commissario Filippo Romano che sino ad ora ha retto il timone di un ente nella sua fase di transizione delicatissima, calandosi egregiamente nel ruolo assegnatogli. Assistiamo oggi a un passaggio epocale, un evento straordinario che resterà impresso nei libri di storia della nostra terra; una rete che unisce tutti e 108 comuni legati e fusi in un unica vera ed eccezionale realtà”.

R. G.

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