Katya Maugeri

PALERMO – La cultura, la passione per i libri, l’importanza della lettura, il bisogno di esprimere il proprio parere, sì cerchiamo di diffondere e tutelare questi diritti, ma con dignità e moltissimo rispetto. Ecco che la notizia di un certo libro scritto dal figlio dei capo dei capi non esalta i lettori e non viene sicuramente classificato come un testo dal quale attingere chissà quale insegnamento.

Dopo le polemiche per l’intervista – di cattivissimo gusto – a Porta a Porta, dopo la quale sono nati gruppi in sostegno di Riina, lo stesso libro torna a far discutere. Stavolta a Palermo, dove fino a qualche giorno fa era fissata per il 18 giugno la presentazione della discutibile pubblicazione, nei locali dell’Hotel Politeama, nel cuore della città, dove oggi sembrerebbe che la sala destinata all’evento è stata disdetta. Non si conoscono i motivi della decisione e da chi sia partita, probabilmente dalla polemica esplosa nei giorni scorsi sul web: il sindacato di polizia Siap Palermo – infatti – aveva annunciato un sit in di protesta contro il libro di Giuseppe Salvatore Riina, “Consideriamo un affronto irricevibile l’annunciata presentazione del libro – che non intendiamo neppure nominare – scritto dall’ormai noto Riina junior a Palermo, proprio a cavallo delle ricorrenze delle due terribili stragi del 1992. Saremo lì, in piazza Politeama con striscioni e bandiere del Siap di Palermo e di tutte le associazioni che siamo certi si uniranno a noi. portaportaChiediamo per questo al mondo dell’associazionismo in genere, a ogni cittadino, a chiunque rivesta un incarico pubblico o privato, politico o amministrativo, ad ogni tv o radio di essere in piazza con noi per dire ‘SÌ ad una Palermo libera dal malaffare e dalla mafia, e ad una città che non dimentica e che fa della memoria il suo punto di partenza verso un domani in cui i nostri figli potranno respirare il fresco profumo della libertà”.

Polemica sostenuta pienamente anche dal severo post su Facebook scritto da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, giudice ucciso in via D’Amelio da Cosa nostra, nel quale dice di essere pronto a tutto nel caso in cui il figlio del boss mafioso dovesse recarsi a Palermo per la presentazione del suo libro, “Se il 18 giugno dovesse essere permesso a Salvo Riina di presentare il suo libro a Palermo, sarò lì per impedire questa ulteriore offesa alla memoria di mio fratello e dei ragazzi massacrati insieme a lui e di tutte le vittime della mafia”, in merito all’annullamento della presentazione aggiunge: “Non posso dire se questa versione corrisponda al vero o meno, ma se l’hanno fatto sicuramente è una buona notizia. Spero che anche tutte le altre location di Palermo si rifiutino e facciano altrettanto”.
La mafia è un fenomeno culturale e abbiamo sicuramente il dovere morale di opporci e ribellarci edificando dalla memoria una importante base sulla quale costruire un futuro libero da terrori e minacce, da sfogliare, con pagine che odorano di libertà e non di sangue.

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A proposito dell'autore

Katya Maugeri

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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