CATANIA – Un bilancio non ancora approvato, un Consiglio di amministrazione formalmente in seduta aperta  da un mese e paradossalmente riconvocato per giorno 21 da un presidente dimissionario, stipendi arretrati da un semestre. Stamattina, intanto, s’è appreso che le buste paga per il mese di maggio sono state compilate a zero euro, segno che l’ente Teatro Stabile non ha tenuto neppure in considerazione l’idea di pagare almeno una parte degli arretrati o i versamenti pensionistici ai suoi lavoratori. Gli ultimi ponti sono stati, dunque,  tagliati senza preavviso e soprattutto senza alcuna considerazione per quei 35 lavoratori che hanno permesso che il teatro catanese proseguisse la sua attività in questi ultimi anni, nonostante i ritardi sugli stipendi e le magre rassicurazioni per il futuro.
“Un fatto gravissimo” per  le segreterie confederali di Cgil, Uil e Ugl di Catania insieme a Slc, Uilcom e Ugl Spettacolo che oggi hanno manifestato davanti a Palazzo ex Esa, sede di rappresentanza della Presidenza della Regione a Catania, per chiedere che si faccia chiarezza e che il Teatro Stabile venga salvato.  I segretari generali di Cgil, Uil e Ugl Giacomo Rota, Fortunato Parisi e Giovanni Musumeci, insieme ai segretari di categoria Slc, Uilcom, Ugl Spettacolo, Davide Foti, Giovanni Nicotra e Jose Gagliano,  hanno inoltre sollecitato “che stavolta siano gli enti soci a dimostrare un concreto  interesse per il rilancio dell’Ente. Comune e Regione hanno nelle loro mani il destino dello Stabile e la possibilità di conoscere la verità su quanto è accaduto e su come siano stati accumulati 13 milioni di debiti”.
“Adesso  − hanno aggiunto − tocca a loro chiedere alla Procura della Repubblica di fare luce su eventuali illegalità e sul caos che ne è derivato. Le dimissioni del presidente sono state troppo repentine mentre a noi interessa che vengano chiusi gli ultimi adempimenti, il bilancio in primis, nell’interesse dei lavoratori che solo in quel caso potranno ricevere i pagamenti. Se ciò non avvenisse, infatti, Regione e Ministero non potrebbero erogare i soldi necessari. Si tratta di 700 mila euro tra FUS e dodicesimi sino a maggio”.  I rappresentanti di Cgil, Uil e Ugl, Slc, Uilcom e Ugl Spettacolo hanno infine affermato: “Sulla stampa leggiamo dichiarazioni strumentali che rimandano ai sindacati la responsabilità del tracollo finanziario. Come se la stabilizzazione di cinque persone, secondo un accordo del 2008 poi non proseguito negli anni successivi  nel pieno rispetto della spending review, potesse lievitare di milioni e milioni i debiti dell’ente. Debiti la cui genesi invece, bisognerebbe comprendere con accuratezza. Ci appare anche un paradosso la convocazione del cda da parte di un presidente dimissionario. Intanto, nell’ultimo mese nessuno ha convocato i rappresentanti dei lavoratori. E questo, purtroppo, appare un segnale poco confortante”.
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