Paola Tiziana Fagone

Carmelo Salemi, compositore e polistrumentista siciliano, è molto apprezzato da chi cerca sonorità particolari, che evocano suggestioni. Di recente ha collaborato con il maestro Paolo Vivaldi, autore del tema musicale della fiction di successo su Boris Giuliano, andata in onda su Raiuno. Autore anche di colonne sonore, a breve pubblicherà la sua ultima fatica discografica, una bella selezione di brani inediti e rigorosamente strumentali.

Per Sicilia Journal ci ha rilasciato una lunga intervista, che assomiglia tanto ad una piacevole chiacchierata tra amici con la stessa percezione della musica.

– Maestro Salemi, ci vuole parlare del suo ultimo lavoro?

“Con immenso piacere! Questo mio nuovo lavoro nasce dall’esigenza di spingermi oltre rispetto alle sperimentazioni già fatte in precedenza. Sentivo il dovere di esplorare altri mondi musicali per ritrovare me stesso, cioè la mia personalità artistica, il mio suono. Infatti, per scelta, non ho utilizzato solo il flauto di canna, ma ho sentito il dovere di esprimermi anche con il clarinetto soprano e il clarinetto basso. Adoro questa tipologia di strumenti perché hanno, nel loro carattere timbrico, la caratteristica della metamorfosi, cioè la possibilità di potersi trasformare. Nel mondo della musica tutti desiderano puntare in alto dal punto di vista sonoro, in questo caso, ho scelto la via opposta. Mi fanno impazzire i suoni scuri, gli spazi, il silenzio tra una frase musicale e l’altra. Infatti, l’obiettivo in comune con il mio produttore è quello di portare questo progetto dove non si sente la musica, ma si ascolta, cosa ben diversa. Il mondo spesso è alla ricerca di stordimenti, ha paura del silenzio e quindi si orienta su sistemi che possano riempire spazi vuoti. La musica non può essere solo un mediocre prodotto di consumo da usare in fretta, per poi buttarlo via. La musica, quando viene ascoltata ti possiede, ti entra dentro per sempre, è la tua compagna di vita, è la tua medicina…”

– Interessante visione della musica, condivido totalmente. Cosa ci può raccontare del cd in preparazione ?

“Grazie per avermelo chiesto, vorrei spendere infatti, due parole sulla preparazione di questo nuovo cd, soprattutto per dire “grazie” al produttore che crede molto nella mia musica e per ringraziare anche i miei musicisti, i quali hanno lavorato sugli arrangiamenti. Ci sentivamo continuamente e dopo un anno di prove e sperimentazioni, siamo tutti soddisfatti del risultato. Il tutto è stato registrato dal vivo in studio, senza l’ausilio della sovraincisione. Gli addetti ai lavori sanno di cosa parlo”.

– Chi ha collaborato con lei in questo ultimo lavoro, chi sono i suoi musicisti?

“Abbiamo Giacomo Carveni alla chitarra, Cristiano Nuovo al basso e Manuel Salonia alla batteria”.

– Chi ha prodotto il CD ?

“Si tratta di una etichetta svizzera, la Quaranta9 Edizioni, a cui sono grato per avere creduto in me e per avere prodotto un lavoro a cui tengo molto.

– Lei è siciliano, ma vive in Sicilia?

“Si, vivo in Sicilia per scelta, nei pressi di Pantalica, la più grande Necropoli d’Europa.

– È un polistrumentista. Cosa suona in particolare?

“Sono laureato in clarinetto, lo strumento della mia formazione, ma sono virtuoso del flauto di canna ed anche costruttore di strumenti musicali. Poi suono molti fiati etnici, tamburi a cornice, chitarra, pianoforte e molto altro…”

– Deve essere affascinante costruire uno strumento: è una cosa atavica.

“Si, è vero! Devo tutto alla mia famiglia. Mio nonno era un mezzadro, conoscitore di questa antica tecnica agro-pastorale. E’ bello tutelare questa tradizione”.

– Com’è finito nel cast musicale della fiction su Boris Giuliano?

“Semplicemente perché qualcuno ha fatto il mio nome. Cercavano suoni della nostra isola ed ecco fatto! Nello stesso periodo ho conosciuto un’etichetta che era interessata alla mia musica proprio per le sonorizzazioni”.

– Quindi compone musiche etniche attraverso una sorta di ricerca sui suoni della nostra terra ?

“Non esclusivamente, prima forse si, adesso per una necessità mia interiore sto scrivendo una musica più raffinata, una specie di contenitore di classica, world music e jazz”.

– Possiamo definirla fusion?

“Non esattamente, credo che non faccia parte di un genere preciso, in realtà si tratta solo della mia identità. Ognuno di noi si porta dietro i suoi retaggi culturali. Diciamo che ho trovato un mio genere, delle sonorità dove potere essere me stesso e in modo originale”.

– A proposito di retaggi culturali, quanto incide il territorio?

“Il retaggio culturale, nelle sue accezioni positive, è di vitale importanza; mentre il territorio è nutrimento della nostra anima”.

– Spesso le nostre province sono alienanti, ma per i creativi possono essere motivo d’ispirazione nel bene e nel male. Immagino che l’atmosfera di Pantalica sia stata di grande ispirazione per sonorità che debbano esprimere desolazione, nostalgia di un passato glorioso.

“Si, lo è stata, ma fondamentalmente adoro ascoltare la musica del silenzio. In certi luoghi si riesce ad “ascoltare” il silenzio…”

– Ha descritto una bella immagine. Quando uscirà il prossimo CD?

“Se tutto va bene, a fine giugno e se riusciamo, entro la fine di quest’anno, ne dovrebbe uscire un altro. Il produttore mi stimola molto”.

– È fortunato, non s’investono molti soldi nella musica.

“Si, è una vera fortuna. Per usare un termine biblico, è stata una manna dal cielo. Considera che stiamo lavorando proprio per le sonorizzazioni, quindi è molto allettante come proposta, non potevo rinunciare”.

– Ho letto che tiene molti concerti e che è molto apprezzato. Che genere di pubblico la segue?

“Il pubblico è abbastanza variegato. Spesso faccio dei Workshop per le scuole. Mi seguono giovani e meno giovani ed io mi muovo a 360 gradi”.

– Con le competenze che possiede deve essere naturale spaziare tra tipi di pubblico differente, ma chi le da più soddisfazione, chi interagisce meglio?

“Ho una buona relazione col pubblico, sono tutti molto interessati. Questa cosa consente di spingermi oltre. Il mio desiderio infatti, è stato sempre quello di scrivere un giorno per il cinema e questo da ora in poi sarà il mio obiettivo. Sono sicuro che il mio pubblico apprezzerà. E’ un obiettivo ambizioso, non so quando, ma sento dentro che questa cosa accadrà”.

– Il cinema ha bisogno di personalità forti. La musica non può essere un semplice sottofondo, ma protagonista tanto quanto le immagini. È d’accordo?

“Esatto, lo sostengo da sempre. Come è stato in passato con i nostri più grandi autori. Spesso si ricordano alcune scene di film grazie ai temi ed alle tensioni musicali”.

– Mi chiedo a questo punto chi è il musicista che ama di più e che musica ascolti abitualmente?

“Ascolto veramente di tutto, è difficile inquadrarmi in un genere. Ma la musica che più mi piace è il silenzio. Paradossalmente, amo l’assenza della musica…”

– Non trova che manchino i temi musicali orecchiabili ? Penso a Nino Rota o al premio Oscar Ennio Morricone. Entrambi gli autori hanno composto temi musicali indimenticabili e che si possono facilmente accennare.

“Sto lavorando per quello! Adesso si punta su canzoni, non si lavora molto sui temi musicali. Ci pensavo da molto e vorrei interrompere questo limite nella composizione delle colonne sonore. Non c’è un vero lavoro sulle scene, si cerca di sottolineare le tensioni del film mettendo pochi suoni molto ripetitivi e inutili. Basterebbero due o tre temi importanti dal punto di vista melodico, magari riproposti con arrangiamenti più scarni, con più spazio, con più silenzi”.

– E ricordartene per la vita…

“Brava! La musica è l’essenza della vita stessa. Tutto è regolato da ritmo e suono”.

– Qualche tempo fa sostenevo che il primo suono che sentiamo nel grembo è il battito cardiaco e il respiro di nostra madre. Troviamo familiare ogni musica che assomigli a tutto questo. Che ne pensa?

“È proprio cosi. Questi elementi sono ovunque, basta solo intercettarli e catturarli in uno spartito”.

– Quando sarà possibile ascoltarla dal vivo, ci può dare qualche anticipazione?

“Prestissimo! Il prossimo 18 giugno sarò a Lentini (SR) per un concerto, nel quale è possibile ascoltare alcuni dei brani di prossima pubblicazione. Io e il mio gruppo saremo ospiti a Palazzo Beneventano, vi aspetto numerosi, non mancate!

www.carmelosalemi.it

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