Mentre va in onda la trasmissione televisiva Ballarò di RaiTre sullo scabroso tema della sanità pubblica, che anticipa i temi del volume “Quinto Pilastro”, in arrivo per Bonfirraro editore, incentrato sul declino del SSN, una sanità per ricchi che uccide i più poveri.

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Questo è quanto recita l’Articolo 32 della nostra Costituzione.

E invece il 77% dei cittadini ricorre al privato a causa della insostenibilità delle liste d’attesa. Circa 12.5 milioni rinunciano alle cure perché onerose, 4 mln rimandano cure odontoiatriche, 8 milioni vi hanno avuto accesso indebitandosi e comunque il 56% si è ritenuto insoddisfatto dalle interminabili liste d’attesa.

Cifre da “Sanità”. Eppure gode di un plafond di ben 111 miliardi di euro, il più elevato capitolo di spesa tra i Dicasteri della nostra struttura governativa.

Sono tutti numeri a cui si aggiungono una sequela di corruttele e di inoperosità, che emergono dall’indagine al luminol condotta con acribia stetoscopica da Aldo Ferrara, professore di Malattie Respiratorie dal 1983 all’Università degli Studi di Milano e dal 1986 nell’Ateneo di Siena, il quale, insieme ai suoi collaboratori, ha elaborato “Quinto pilastro. Il tramonto del Sistema Sanitario Nazionale” in arrivo nelle librerie per Bonfirraro editore: un panorama a tinte fosche di quello che una volta era ritenuto il fiore all’occhiello del welfareitaliano, il Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

Il volume rinvia subito al “Quarto Potere” di wellesiana memoria. ‘Quinto’, infatti, perché riporta immediatamente all’autorità dei media, tanto indispensabili quanto pervasivi nel denunciare le vergogne nella sanità, mentre il termine ‘Pilastro’ è ormai entrato di prepotenza nel lessico assicurativo, con le polizze, elemento di svolta dell’assistenza sanitaria.

Qui per la prima volta è custodita un’analisi pervicace, impetuosa e senza sconti – a tratti algida, a, delle lunghe liste d’attesa cui un cittadino, primo contribuente, è costretto a sottostare – nei confronti di una struttura che, sebbene si occupi di curare, è essa stessa da curare.

Si tratta di una denuncia completa e complessa, dunque, non solo e non tanto della malasanità dilagante, ma soprattutto della mala gestio e del malfunzionamento, quindi dolo e negligenza rispettivamente, che assurgono a ruolo di cause primarie del disavanzo del SSN. Ferrara dà ampio spazio a venti anni di aziendalizzazione che sono stati sufficienti per svelare il volto duro e cinico di una strutturazione che ha trasformato il malato in cliente.

Un passaggio dalla statalizzazione alla privatizzazione che, come non esita ad affermare Ferrara si traduce in «un modello sanitario nel quale chi più possiede, in termini di reddito, più facilmente accede ai servizi e alla loro qualità. Quindi, una sanità non per tutti ma per pochi».

Il volume è impreziosito dalla puntuale prefazione del prof. Silvio Garattini, direttore del suddetto istituto IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano, il centro che beneficerà della totalità dei proventi derivanti dalla cessione dei diritti d’autore, secondo un accordo tra l’editore e l’autore.

Ado Ferara, dal 1983 professore di Malattie Respiratorie e Fisiopatologia Respiratoria, prima nell’Università di Milano e successivamente nell’Ateneo di Siena. Ha lavorato alla Tufts University di Boston (Mass.) e al Karolinska Institutet, sez. di Huddinge. Autore di 265 pubblicazioni, 19 monografie, coautore in 2 trattati. Editorialista radiofonico e su carta stampata. Coordinatore Scientifico dell’European Group On Automotive Medicine (ERGAM). Già curatore della Rubrica settimanale di Medicina “Punto Doc” SKY 518. Revisore dei Progetti PRIN Cineca. Tra i volumi Ambiente Atmosferico e Salute Respiratoria e Sicurezza Stradale e qualità dell’aria in auto. TIERRE edizioni, Firenze, 2001-2002; Rione Sanità, chi si ammala è perduto, Aracne Ed., 2013; Fisiologia Clinica alla guida, Piccin Ed. Padova 2015.

 Su gentile concessione dell’editore, si trasmette in anteprima, al fine di un’eventuale pubblicazione, un brano relativo alla prefazione del libro curata dal prof. Silvio Garattini, direttore Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, IRCCS, Milano

 «Non è possibile continuare con punti nascita con pochi neonati, piccoli ospedali che rappresentano un pericolo per la salute, ridondanza di grandi apparecchiature sottoutilizzate, grandi discrepanze di spesa per gli stessi prodotti. In secondo luogo, il SSN deve adeguare i suoi interventi in rapporto con l’evidenza scientifica.

Non è possibile che si continuino ad utilizzare farmaci con le stesse indicazioni ma con prezzi notevolmente differenti, dispositivi medici di cui non si è mai valutata la validità in termini comparativi, per non parlare delle spese relative alle cure termali e alle Regioni che rimborsano prodotti della medicina alternativa. L’adesione all’evidenza scientifica non si può improvvisare, deve essere un processo educativo che permea tutta la carriera di un medico: dall’Università alla pensione.

In terzo luogo occorre ricordare una grande componente della medicina che non può essere trascurata dal SSN e cioè la prevenzione. Una parola che contiene una serie di azioni che nel tempo permettano di ottenere una diminuzione del numero di malattie che si devono curare; un ovvio vantaggio per il cittadino, ma anche per la spesa pubblica, che non deve intervenire per le cure. Occorre sottolineare che la prevenzione non può essere fatta solo dai medici, ma deve essere un’azione collettiva che deve tendere a privilegiare e a incoraggiare gli stili di vita che generano o mantengono salute. In questo senso esistono molte contraddizioni a partire dallo Stato, sempre ambiguo nel raccogliere tasse per la vendita di prodotti contrari alla salute, alla pubblicità rivolta a sostenere e a magnificare un’alimentazione molto lontana da quella ideale.

Senza voler esaurire la complessità del problema, l’adozione di queste tre direttive potrebbe rappresentare un asse portante capace di assicurare la sostenibilità del SSN.

In questa ottica, il libro di Aldo Ferrara e collaboratori può rappresentare con la sua chiarezza di linguaggio, la razionalità delle argomentazioni e l’evidenza dei numeri, un grande contributo per evitare il tramonto del SSN».

 Il prefatore: Silvio Garattini, Farmacologo di fama mondiale, fondatore nel 1961 dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche. Componente del Consiglio Superiore di Sanità e del Comitato Nazionale per la Bioetica, Presidente e Componente di numerosi organismi internazionali scientifici e di ricerca.

….In particolare l’indipendenza dalla politica, dalla finanza, dall’industria e dalle ideologie, l’impegno nella formazione dei giovani ricercatori, l’interesse per la disseminazione delle informazioni al pubblico, la determinazione nel sostenere e nel difendere il Servizio Sanitario Nazionale con le sue caratteristiche di universalità, equità e solidarietà, fondamentale per la salute pubblica e di ogni cittadino. (Silvio Garattini, in ricordo del 53° anniversario della fondazione dell’Ist. Mario Negri)

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