Daniele Lo Porto

CATANIA – Il  Teatro Stabile ha  belle sale, ma pochi spettatori e un impressionante buco in bilancio di 13 milioni di euro. I Fratelli Napoli, pupari da quattro generazioni, hanno una magica arte tra le mani, ma da anni cercano un palcoscenico adatto e locali adeguati al loro museo.

Nei giorni scorsi hanno lanciato l’ennesimo, disperato appello:  cercano casa – o meglio, vorrebbero tornare in quella che era stata realizzata proprio per poter essere la sede ideale: il Teatro dell’Opera dei pupi, alle Ciminiere, voluto dall’allora presidente Nello Musumeci nei primi anni 2000. Ma il teatro, bello, elegante, confortevole, è stato utilizzato solo occasionalmente, in modo discontinuo, vanificando una felice intuizione dell’allora presidente della Provincia e, di fatto, sprecando tanti soldi pubblici non adeguatamente finalizzati.

La battaglia che la famiglia Napoli combatte ormai da oltre un decennio non è quella tra paladini e infedeli nella valle di Roncisvalle, ma tra loro e le istituzioni pubbliche cittadine assolutamente sorde, distratte e incapaci di trovare una soluzione.  Tanti sono stati gli appelli, gli S.O.S., le proteste, ma con ben pochi risultati tanto che i Napoli hanno dovuto emigrare dalla Vecchia Dogana al centro commerciale Le porte di Catania, dove sono stati accolti nel marzo del 2015, ma dal quale dovranno andare via presto per esigenze commerciali della struttura.

L’ennesimo appello di Fiorenzo Napoli, il leader del gruppo, è per riottenere, a distanza di circa quindici anni,  la disponibilità del Teatro delle Ciminiere, così come per altro promesso circa un anno fa dal sindaco Enzo Bianco, che garantiva il ritorno dei pupari in  un bene che allora non era suo, ma sul quale adesso ha piena competenza, da quando ha assunto la carica di sindaco metropolitano.

A questo punto, lanciamo una provocazione, se i burocrati non riuscissero a trovare la formula magica per  concretizzare il sogno, anzi la legittima speranza dei Napoli:  ospitare in modo permanente pupi e pupari nei locali del Teatro Stabile garantendogli un palcoscenico e la possibilità di esibirsi, e quindi incassare nell’interesse del Teatro stabile che rischia di essere ingoiato dalla voragine dei propri debiti.  Potrebbe essere realizzato un vero e proprio cartellone di rappresentazioni dell’Opera ei pupi, realizzato anche spettacoli mirati per turisti e scolaresche.

Una provocazione? Forse, ma certamente non solo una provocazione potrebbe essere semplicemente una buona idea per alleviare due problemi, provocati da una città che non ha memoria e popolata da tanti Gano di Magonza.

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