Carmelinda Comandatore

 

TAORMINA – Enrico Brignano è stato il protagonista della TaoClass, che si è svolta ieri presso il Palazzo dei Congressi, affollato da centinaia di ragazzi arrivati da ogni parte della Sicilia per ascoltare questo attore comico di ‘estrazione popolare‘, come ama definirsi lui stesso, che si è formato sul finire degli anni ’80 al ‘Laboratorio di esercitazioni sceniche’ diretto da Gigi Proietti. “Né un’Accademia, né una scuola per giovani comici, come ne nascono oggi tante e che inquinano la necessità di diventare attori o attori comici”, tiene a sottolineare il comico romano.

La comicità, secondo Brignano, parte da dei luoghi comuni, legati al sesso, al cibo, all’esasperazione di difetti fisici, che hanno sempre grande presa sul pubblico e attraverso cui l’uomo esorcizza le sue paure. Quello che cambia oggi è il linguaggio, il modo in cui questi argomenti vengono serviti. “Se il comico vuole uscire dalla ‘stagionalità’, che caratterizza coloro che si esibiscono solo per un periodo, perché partecipano ad una trasmissione televisiva, devono trovare un linguaggio che possa attraversare le diverse generazioni: riuscire a far ridere il bambino, ma anche il nonno”.

– Una delle caratteristiche principali che dovrebbe possedere un comico è quella di saper cogliere quelle sfumature, ma anche gli eccessi della quotidianità che scatenano un’ilarità che non sia fine a se stessa, ma un umorismo, così come lo intendeva Pirandello, che alla risata accompagni anche una riflessione. I nuovi comici hanno questa capacità ?

«Non credo che il comico debba necessariamente lasciare un messaggio. I giovani comici non devono per forza essere impegnati. Molto spesso la comicità deve essere presa così come viene».

– Durante la sua TaoClass ha però criticato le nuove generazioni che si tirano indietro, definendole ‘superficiali’.

«Si, la massa dei giovani di oggi ritengo che lo sia e questo ha una sua giustificazione: oggi si rimane in famiglia fino ad età adulta. I giovani di una volta a vent’anni dovevano andare a lavorare , c’erano meno pretese, soprattutto nell’alimentazione. Adesso invece si è sposato il baricentro delle necessità: si parla di cibo vegano e si va alla ricerca del biologico. La comicità, secondo me, ha solo la responsabilità di farti divertire. Se poi divertendoti ti lascia un messaggio, tanto di guadagnato».

– Lei in questo riesce molto bene.

«È perché sto invecchiando. Il principale obiettivo di un giovane deve essere quello di emergere, di farsi notare dal pubblico. Quale messaggio può lasciare un giovane che non ha vissuto determinate cose? Posso farlo io che ho esperienza, che ho vissuto il periodo delle Brigate Rosse, ricordo l’esplosione della stazione di Bologna, la Banda della Magliana. È stato un periodo di forti pressioni. Oggi situazioni di questo tipo le vediamo solo in un film».

– In Sicilia non è esattamente così. Forti pressioni le abbiamo subite e continuiamo a subirle, anche i giovanissimi.

«Si è vero, ma oggi non ci sono più le stragi che c’erano una volta».

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi