Verrà inaugurata oggi, alle ore 18.00 presso la Galleria d’arte dell’Arte Club – via Caronda, 58 – la mostra di Emanuel Palermo, “Inside”, diretto da Franco Cappaddona, testo di Sara Mangano.

Un sacco di fessure

La curiositas di un viaggiatore, la denuncia di un cittadino, l’indagine di un antropologo sono i caratteri emotivi che spingono Emanuel Palermo a realizzare delle opere dal raffinato contenuto. L’emergere di masse, che donano ombra e profondità al disegno –sempre presente- alla base, sono l’esito di un progetto artistico già stabilito dall’artista, il quale va delineandosi e ultimandosi mediante chiami e richiami di immagini, parole e concetti, frutto di un potente strumento di lavoro: l’inconscio.

Nata con lo scopo di essere analisi del sociale, l’arte di Emanuel Palermo si configura come ‘qualcosa di più’; il messaggio contenuto in ogni opera della sua produzione artistica risulta esser celato, incarcerato e trascinato. L’elemento di ambiguità visiva e di significato, che rende il concetto dell’opera profondamente valido solo per chi coglie quel genio intelletto-sensoriale che muove l’operare di Emanuel Palermo, crea un interessante gioco di bivalenze e senso doppio.

Immagini dal fascino virtuale e dalla viva pulsione, sono l’esito di una commistione che l’artista esegue come ad essere un conciliatore. Due nature coesistenti; l’elemento primitivo, l’idea vergine di scrutare e partecipare alla realtà con la propria arte, unita alla profondità fantastica di pensiero, che spinge l’artista alla fuga, al viaggio, al volo pindarico. Dunque l’arte di Emanuel Palermo è quasi un atto titanico dal sapore onirico.

L’artista si definisce un anacoreta, un viaggiatore senza bagaglio che preleva dalla fessura dell’inconscio ciò che aveva conservato prima e vi ripone dentro ciò che intende preservare poi. Pertanto ogni opera risulta aver la caratteristica del gravior, svuotata di ogni senso ornamentale, assume tutto il peso del concetto: elaborato dell’inconscio. Emanuel Palermo tuttavia non si pensi  non possieda un elevato gusto estetico, questo difatti è guida per un’attenta scelta coloristica e per una voluta onnipresenza del disegno.

L’angolazione più affascinante dell’arte di Emanuel Palermo appartiene a quell’idea labirintica con la quale si viene in contatto in ogni opera; quest’ultima è piena di rimandi visivi e di significato, è la realizzazione figurativa di un vorticoso ragionamento, di un girare, giocare e rigirare intorno ad un punto senza centrarlo mai.

Essere artista per Emanuel Palermo è dunque esser gettato fuori d’ogni legge, alla ventura; è vuotare il sacco dell’inconscio, è guardare il mondo da una fessura, è esserlo internaMente.

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