Carmelinda Comandatore

TAORMINA – Si è conclusa ieri la 62sima edizione del TaorminaFilmFestival, un’edizione ricca di ospiti nazionali e internazionali: da Richard Gere, presidente onorario, a Susan Sarandon ed Oliver Stone, che hanno reso unico un appuntamento che si ripete anno dopo anno nella nostra perla dello Jonio, attirando appassionati di cinema e di spettacolo, ma anche fan e turisti, contribuendo così al rilancio di un settore, quello cinematografico, che da troppi anni soffre la mancanza di fondi statali e di iniziative a sostegno della cultura.

A rendere possibile tutto ciò il carisma e la determinazione di Tiziana Rocca, general manager Agnus Dei, che durante la conferenza stampa di chiusura, tenutasi alla presenza dell’assessore regionale Anthony Barbagallo e del sindaco di Taormina, Eligio Giardina, si è commossa ripercorrendo il duro lavoro, durato un anno, alla ricerca degli sponsor che anche quest’anno hanno reso possibile accendere i riflettori sulla città, sede del Teatro Antico, che tutto il mondo ci invidia.

Tanti i premi assegnati dalla Giuria della 62esima edizione del TaorminaFilmFest, presieduta da Monica Guerritore e Claudio Masenza e composta dalla Giuria Speciale di Giovani, grazie ad ANEC Sicilia.

Per la Sezione WWW- WorldWildWebseries si è aggiudicato il Premio World Wide Web/ Pasta Garofalo “APOLLO BEAT” di Michele Gagliani, Francesco Bellu, Giuseppe Bulla, Diego Moretti, Diego Ganga, Stefania Budroni e Giovanni Saturno, “per aver saputo mescolare con gusto e passione cinefila immagini e musica, omaggiando i film poliziotteschi anni ’70, rievocati in una Sassari vintage dai colori saturi, raccontata attraverso un’azione frenetica che procede a ritmo rock”.

In esclusiva per Sicilia Journal abbiamo incontrato il regista Michele Gagliani.

– Michele, un commento sulla vittoria al TaoFilmFest.

«È una vittoria che ci ha preso di sorpresa, non perché non lo meritassimo, ma perché è successo tutto molto in fretta. Stiamo pian piano realizzando quanto di bello ci è accaduto».

– Perchè realizzare una web serie ambientata nella Sardegna degli anni ’70 ?

«Ottima domanda! Gli Apollo Beat sono in realtà un gruppo musicale che suona un funky cinematografico che fa riferimento ai polizieschi all’italiana degli anni ’70. Mi sono ritrovato ad un loro concerto, perché sono un appassionato di quel genere musicale. La cosa che mi ha molto colpito è stata vedere questo gruppo esibirsi indossando anche abiti dell’epoca. Da lì è partita l’idea di coinvolgerli per la realizzazione di un film e in seguito una web serie, dove loro sarebbero stati i protagonisti».

– Il suo è un debutto, quello da regista, che è stato subito premiato.

«Si, sono felicissimo. “Apollo Beat” è la mia prima opera cinematografica e il fatto di essere stato premiato, insieme a tutto il cast, in Sicilia è un successo doppio: sono per metà siciliano, mio padre è originario di Messina. Ho provato un’emozione indescrivibile nel tornare dopo tanti anni in questa meravigliosa terra e sentire il calore e il supporto della mia famiglia nel ricevere un premio così importante».

– Ha un regista di riferimento a cui si ispira ?

«Umberto Lenzi, Elio Petri, Fernando Di Leo e Sergio Sollima sono sicuramente dei punti di riferimento importanti e in generale tutti quelli che hanno fatto la storia del ‘poliziesco’ in Italia, ma ho cercato di innovare, utilizzando anche tutto ciò che mette a disposizione oggi la tecnologia, dal drone ad inquadrature speciali che prima non era possibile fare».

– Chi ha prodotto la prima puntata della web serie ?

«Il progetto è stato interamente autoprodotto e la cosa che ci ha gratificato molto è stata ricevere il supporto dei sassaresi. Abbiamo scelto attori non protagonisti che ci hanno convinti perché avevano le facce e l’atteggiamento che cercavamo, ovvero quello degli anni ’70. Adesso ovviamente abbiamo bisogno di sponsor e finanziatori per andare avanti».

– Cosa si propone di raccontare “Apollo Beat” ?

«Senza svelare troppo su quello che ancora non è andato in onda, posso dire che è una serie che ripercorre, direttamente e indirettamente, avvenimenti importanti avvenuti in Sardegna, tra il 1970 e il 1975, legati ai fatti che hanno sconvolto l’Italia in quegli anni. Gli Apollo Beat, dopo un periodo di permanenza nel ‘continente’, ritornano a Sassari e si trovano a dover risolvere un vecchio contenzioso. Saranno molti i colpi di scena che riguarderanno questi cinque poliziotti che verranno scelti per affrontare situazioni legate alla droga e al terrorismo».

 

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