SANTA VENERINA – I colori interagiscono con le emozioni, scegliamo di indossarli riflettendo così il nostro stato d’animo, il colore ha un’anima e l’accostamento di più colori crea sinergia, armonia e contrasto, provocando infatti una determinata reazione emotiva ed è l’attenzione della ricerca dei dettagli, della bellezza, delle sfumature da voler valorizzare, è questo che unisce l’arte con il territorio che ci circonda, il desiderio di voler vedere l’insieme delle cose. Gli artisti, con le loro esperienze personali, collegate insieme creano il sentimento di un percorso comune: il fil rouge che unisce il progetto culturale Kyklops Vedere l’intero, giunto al quinto capitolo con l’inaugurazione de “La durata dell’effimero”, personale dell’artista Alfio Papparlardo nello splendido scenario della Tenuta San Michele, alle pendici dell’Etna avvolti dai colori di un tramonto estivo.

13419042_1079197268836630_1707122476547463050_nAll’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, Pietro Scammacca del Murgo, Vincenzo Tomasello ideatore del progetto, Daniela Vasta, curatrice della mostra che ha presentato tecnicamente il lavoro dell’artista e Vincenzo Cutuli, direttore tecnico.

Kyklops Vedere l’intero, è una rassegna artista culturale pensata come un testo per salvare la forma quadro e libro, un’idea ambiziosa che si è articolata mantenendo l’utopia di voler ammirare l’intero attraverso un percorso delimitato da frammenti, che pian piano sta tracciando un percorso artistico evidenziato da personali diverse tra loro, ricche di pathos e dalla consapevolezza di appartenere a un territorio che inevitabilmente diventa oggetto della loro ispirazione.

“Ho iniziato la mia ricerca partendo dal buio, dei lavori monocromatici in cui la luce veniva ricercata, ne vedevo appena degli spiragli, puntini che man mano nel tempo sono esplosi nei colori, la luce è la summa dei colori” dichiara Alfio Pappalardo, descrivendo con passione ed emozione il suo percorso creativo.
La sua è una ricerca che indaga sul colore, una scoperta che molti artisti hanno compiuto arrivando alla consapevolezza che il colore ha una propria anima, una indipendenza che, esula dallo scopo narrativo e descrittivo perché on pretende di descrive nulla, ma comunica la propria essenza. 13442195_1079197292169961_3544201743559258040_n“Il colore non è un elemento secondario, ma è l’elemento centrale. Le opere di Alfio Pappalardo si collocano su questa scia, una ricerca espressionista che punta tutta la sua forza sull’elemento cromatico”, dichiara Daniela Vasta, curatrice della mostra.

“L’effimero mi affascina perché quanto può durare un momento?” spiega l’artista, “vorrei cogliere l’attimo, e quando dipingo cerco di realizzare le mie opere tutte d’un fiato, in un tempo breve perché possano essere efficaci e comunicare il mio messaggio”.
La forza espressiva dei suoi lavori la si evince dal modo in cui viene miscelato il colore, nel modo in cui interagisce con gli atri creando così perfetta sintonia, e non solo dalla ricerca dei piccoli dettagli che ricordano la realtà”, la durata dell’effimero, ha una temporalità sfuggente, e lo sono anche i supporti scelti volutamente: tele e carte che per natura sono elementi effimeri, provvisori come delle istantanee. Ne scaturiscono emozioni che di effimero hanno l’intensità perché non svaniscono nel vuoto, arricchiscono il nostro bagaglio culturale regalandoci sfumature che raccontano del nostro inconscio.

La mostra sarà visitabile – su prenotazione – fino al 22 luglio 2016 e ai visitatori sarà a disposizione Il catalogo della mostra.

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